lunedì 31 luglio 2006

Il mondo è piccolo...


Cure termali, nono giorno. Ormai comincio a riconoscere un po i volti delle infermiere che ti accolgono e ti fanno fare le cure. Con qualcuna ho fatto un minimo di scambio di battute: le cure ti impediscono di parlare più di tanto, ma tra una e laltra ci si riesce.


Oggi, mentre faccio la pausa prescritta tra docce nasali e aerosol lascio il mio biglietto da visita ad una potenziale cliente (mio padre se mi ricordassi di dirglielo sarebbe pure orgoglioso di me) e con lei scambio due parole sulle domande che mi aveva fatto qualche giorno fa.


Poi si avvicina unaltra infermiera e mi chiede


"scusa sai, ma tu venerdì scorso eri a Casola Valsenio al ristorante Fava?"


"ehm... si"


"ah, anche io con il mio fidanzato, ti ho vista e riconosciuta, ma non mi sono azzardata ad avvicinarmi per salutarti"... e di lì abbiamo chiacchierato per i 10 minuti che devo fare tra le due cure...


ora... considerato che Casola Valsenio non è proprio dietro langolo ma a più di unora di auto da qui e ad almeno 65 km... che di ristoranti nel paese ce ne saranno circa una decina... e che, si, negli ultimi due anni ci sarò andata 4 volte, ma non è certo una frequenza di quelle incredibili... insomma... il mondo è piccolo!


sabato 29 luglio 2006

Ontaneta


Oggi sono tornata ad Ontaneta, minuscola località dispersa negli Appennini forlivesi. Nella casa giusto dietro la chiesa qui fotografata (è una canonica) ho trascorso moltissimo tempo per ben 20 anni, dagli 8 ai 28... poi la lasciammo al suo destino.


Questa immensa casa fatta tutta storta (è decisamente in pendenza), piena di cose da sistemare, spifferi, insetti orripilanti, bruttina nella sua decadenza di casa ormai ridotta a luogo di vacanze per cittadini e depauperata del suo originale scopo... è stata per me croce e delizia in quei 20 anni.


Croce perchè essendo lontana da tutto, per ben 10 anni io ho trascorso 3 mesi allanno lontana da tutto. Ed era il periodo della vita in cui ci si dovrebbe fare degli amici, ma io che già ero una timida, non avevo nemmeno la possibilità di provarci, visto che lunica coetanea abitava ad almeno 3 km di sentieri per vacche dalla casa. Per il resto erano solo bambini troppo piccoli o adulti ben più grandi di me.


Delizia, perchè, dopo la morte di mia nonna, il mio rapporto con la casa cambiò radicalmente.  Non essendoci più lei, non era più necessario partire il giorno dopo la fine della scuola e rimanere lassù fino al giorno prima del nuovo anno scolastico. E così si andava su a intervalli assolutamente irregolari, quando ci pareva. Oltretutto io nel frattempo ho preso la patente e quindi potevo andare e venire comodamente. Durante gli anni di università la casa è stato il mio rifugio per completare esami e per disintossicarmi dallo stress degli esami dati. Ci si andava su con gli amici senza i genitori, oppure sola con mia madre... insomma la si poteva vivere per quel che doveva essere: un luogo dove rilassarsi e passare in tranquillità qualche giorno.


Nel 1998 la Curia non ci rinnovò più il contratto decennale. Da un certo punto di vista andava bene così: la manutenzione minima era a nostro carico e la casa stava costantemente richiedendo interventi. Daltra parte mi dispiaceva terribilmente lasciarla. Non avrei più avuto un luogo dove fuggire quando non ne potevo più della città.


Ogni tanto ci torno, anche se sono passati 8 anni. La casa è sempre lì. Lunico vicino di casa, con la madre ormai anziana, si è trasferito nel paese e così la trovo sempre deserta.


Tranne oggi. Sono tornata a farla vedere a Laura e un cagnetto ci ha accolte tutto rabbioso, come ogni bravo cane da guardia deve fare. E spuntato dalla casa un ragazzo che ci ha salutate e io gli ho raccontato che prima di lui nella casa ci abitavo io e che ero tornata per un saluto così, rapido.


La nostra intenzione era di fare un pic-nic, ma un bel temporale ci ha fatte desistere e il ragazzo gentilmente ci ha fatte accomodare in casa. E ci ha lasciate libere di curiosare ovunque. Così ho potuto ritrovare i segni delle puntine da disegno che usai per impiccare i peluches di mio fratello il giorno che mi fece incavolare, gli adesivi che i fratelli avevano attaccato alla porta della loro camera sono ancora lì, la finestra della mia camera è ancora dipinta di argento e crema come la fece mia zia, la porta che dà sul cortile ha ancora il colore arancione antiruggine che mio nonno le diede (probabilmente doveva finirlo, ma non ci riuscì a causa della sua malattia)... è quasi tutto uguale a come lo lasciammo noi, tranne il mobilio e poche altre cose.


Che tuffo nel passato... che bello! Un tenero ricordo: tutto è cambiato, ma la casa è ancora lì e si ricorda dei nostri giorni spensierati e anche di quelli odiati. Delle mie pile di libri e delle Barbie, unici amici nelle mie estati solitarie dellinfanzia, degli animali strani che ci venivano a fare visita (pure due pipistrelli nella tazza del WC), delle vicende familiari che si sono svolte tra le sue mura: quelle belle e quelle meno belle.


La casa sicuramente ricorda anche altre voci prima delle nostre visto che ha almeno 200 anni, ma per me sono importanti le voci e i ricordi che custodisce per mio conto. E uno dei miei luoghi dellanima e almeno una volta lanno ci faccio un giretto, le faccio un saluto e poi torno giù, verso casa...


mercoledì 26 luglio 2006

Azzurro


Questa mattina mi sono svegliata mezzora prima della sveglia grazie a Birba, la quale, avendo sentito che Laura era già in piedi, ha pensato bene di svegliare pure me. Birba voleva uscire di casa e non si sa mica se Laura è in grado di aprire una porta, quindi è meglio giocare sul sicuro e fare alzare l"apriporta" ufficiale...


Sono 3 notti che dormo poco grazie al caldo, alle zanzare e a Birba (oggi è stata la giornata in cui è stata più gentile miagolando solo alle 6 e mezza e non tutta la notte)... così sono abbastanza addormentata: il cervello è fumoso, gli occhi sono gonfi di sonno non espresso e i movimenti sono abbastanza impacciati... mi sento decisamente incolore.


Così vestendomi opto per i pantaloni azzurro acceso... almeno mettiamo un po di colore così magari mi ravvivo.


Poi parto e guido verso lufficio decisamente sottotono... sono un po immersa nei pensieri, anche se effettivamente non è che stia proprio pensando... ma il paesaggio mi scorre attorno monotono e quasi monocromatico. Poi mi accorgo che cè una tipa che deve attraversare la strada e ha la gonna dello stesso colore acceso dei miei pantaloni... è azzurro anche il cartello stradale, il cassonetto dellimmondizia, unauto che mi passa accanto, il cartellone pubblicitario... insomma la città è tutta grigia tranne per lazzurro che i miei occhi riescono a catturare in ogni angolo: piccoli adesivi, particolari di una moto, paletti del marciapiede...


Lazzurro che scovo in giro ha leffetto di svegliarmi e ora che sono quasi arrivata in ufficio i miei occhi cominciano anche a notare i rosa degli oleandri e il lilla acceso degli Hybiscus in fiore... dai... va a finire che verso la fine della giornata potrò rivedere tutto larcobaleno!


Spero anche di riuscire a svegliarmi per bene!


martedì 25 luglio 2006

Quando laltro giorno ho scritto il mio post sulla Luna, mi è venuta in mente questa canzone. Il giorno dopo la radio lha passata... così ora non mi esce più dalla testa e quindi ho deciso di condividere il tormentone!


E la luna bussò alle porte del buio
"Fammi entrare", lui rispose di no!
E la luna bussò dove cera il silenzio
ma una voce sguaiata disse
"Non è più tempo"
quindi spalancò le finestre del vento
e se ne andò a cercare un po più in là
qualche cosa da fare
dopo avere pianto un po
per un altro no, per un altro no
che le disse il mare, che le dissse il mare
E la luna bussò su due occhiali da sole
quello sguardo non si accorse di lei
ed allora provò ad un party in piscina
senza invito non entra nemmeno la luna
quindi rotolò su champagne e caviale e se ne andò
a cercare un po più in là qualche cosa da fare
dopo avere pianto un po per un altro no,
per un altro no di un cameriere
e allora giù quasi per caso
più vicino ai marciapiedi
dove è vero quel che vedi
e allora giù senza bussare
tra le ciglia di un bambino
per potersi addormentare
e allora giù fra stracci e amore
dove è un lusso la fortuna
cè bisogno della luna
e allorà giù giù giù-uh-uh
(uh uh uh uh uh uh)
E allora giù
quasi per caso
più vicino ai marciapiedi
dove è vero quel che vedi
tra le ciglia di un bambino
per potersi addornentare
cè bisogno della luna
giù giù giù


sabato 22 luglio 2006

I luoghi dellanima


Esistono luoghi che per me sono speciali, luoghi che devo vedere assolutamente di tanto in tanto (beh, se possibile) e che quando visito mi fanno sentire in modo sempre particolare, mi fanno sentire emozioni uniche delle quali non riesco a fare a meno. Ognuno di loro è unico a modo suo. Io chiamo questi miei luoghi speciali "i luoghi dellanima" perchè è come se facessero parte di essa in qualche strana maniera.


Alcuni luoghi sono posti famosi, altri sono anonimi angoli di mondo. In alcuni di questi posti non sono mai potuta tornare più di una volta e lì abita sicuramente un pezzetto del mio cuore e mi sono ripromessa di tornare a prenderlo presto o tardi.


Ad esempio in Bretagna, a Cap Fréhel, su quelle scogliere scoscese dove si infrangono i marosi della Manica, in mezzo a tutti quegli uccelli marini, tra il faro e Fort La Latte sta prendendo il vento uno di questi pezzetti di cuore che non ha avuto la forza di lasciare quel luogo selvaggio pieno di erica e vento. Tornerò a prenderlo... anche se temo che in verità perderò qualcosaltro laggiù. E una natura selvaggia quella bretone che mi ha stregata.


Sempre in Francia, un luogo che mi emoziona sempre è la cattedrale di Chartres. Entrare in questo luogo costruito su un sito sacro da tempi in cui il cristianesimo nemmeno era immaginabile mi fa sentire dapprima schiacciata contro il pavimento dallimmensità della cattedrale, poi, quando alzo lo sguardo sugli archi a tutto sesto improvvisamente vengo innalzata talmente in alto che mi sembra di uscire fuori dalla cattedrale e andare molto lontano. E una sorta di viaggio astrale. Lho provato per la prima volta a 15 anni e ogni volta che rientro nella cattedrale mi risento così. E poi è talmente impegnativa come costruzione che ogni volta scopro un particolare nuovo. Non ci vado da anni e mi manca tantissimo.


Questi due mi sono venuti in mente subito perchè sono stati molto emozionanti e sono lontani. Ma ci sono luoghi dellanima molto più vicini a me e che non posso fare a meno di frequentare appena posso.


Uno è il Sacro Eremo di Camaldoli. Nel 2000 ci ho portato una coppia di amici perchè volevo ritrovare un posto che avevo visitato da ragazzina e che mi era piaciuto tantissimo. In verità non ricordavo molto della costruzione in se, nemmeno ricordavo quando cero stata esattamente (ero alle medie). Tornandoci ho scoperto, o meglio riscoperto, un luogo immerso nelle Foreste Casentinesi, una piccola bolla di civiltà molto tranquilla in mezzo alla natura verde e ribelle dei nostri Appennini.


Ho pure scoperto in quelloccasione che i monaci praticano lospitalità e si può trascorrere qualche giorno loro ospiti. Con i miei amici si segnammo subito per una settimana in settembre. Il destino poi decise che ci dovevo andare da sola: gli amici non poterono venire. E fu speciale proprio per quello: unesperienza tutta mia che se avessi condiviso con altri non sarebbe stata la stessa cosa.


Non sono religiosa, anche se credo molto fermamente. Però temo che se esponessi le mie idee in termini di religione (che, ci tengo a precisare, secondo me è molto differente da quello che è la fede) a cattolici praticanti potrei essere bruciata sul rogo come strega. Però a Camaldoli non ho mai trovato problemi a frequentare i momenti di preghiera e quando ho discusso di questioni teologiche con monaci (laureati in teologia, quindi non tanto "terra terra" in materia) ho scoperto che le mie idee saranno distanti dalla Chiesa di Roma, eppure non sono distanti dal cristianesimo. In quel piccolo eremo si riesce a praticare la religione lontano dalle questioni di potere che spesso e volentieri infangano pure la fede di chi pratica.


Camaldoli è il mio piccolo luogo dove tornare a ricaricare le batterie della mia anima che si esauriscono a forza di correre dietro alle futili questioni della vita di tutti i giorni. Molta gente mi chiede "cosa cavolo ci vada a fare in un posto fuori dal mondo"... per me è quella la prima cosa importante: è così fuori dal mondo che io posso ritrovare me stessa e parlare con la mia anima senza distrazioni.


Il caso ha voluto che il giorno del mio compleanno di quel tragico settembre 2001, quando qualcuno decise di sconvolgere il mondo io fossi proprio a Camaldoli. Fui io a portare la sconvolgente notizia alla piccola comunità di monaci e ospiti: avevo chiamato mia madre perchè voleva farmi gli auguri e lunico modo era che la chiamassi io dalla cabina perchè i telefonini non prendono lassù e la chiamai proprio mentre le prime notizie cominciavano ad essere trasmesse. Quella sera assistei al TG insieme a tutti gli altri per vedere, capire, sapere. Ma poi per altri 3 o 4 giorni non vidi più quelle sconvolgenti immagini che invece imperversavano su tutti i televisori del globo.


Per fortuna! Mi è servito per non essere sopraffatta completamente da quei fatti, già di per sè tragici senza il bisogno di essere reiterati ogni istante dai media. E in un momento così difficile che ancora oggi a pensarci mi vengono le lacrime agli occhi, ebbi la fortuna di essere là dove potevo reagire con i miei tempi.


Spero di poter passare qualche giorno lassù anche questanno. Ne sento il bisogno fisico e mentale. Sono cambiate molte cose in me negli ultimi due anni e una pausa di riflessione per apprezzarle tutte mi serve proprio. Sarà un intermezzo rigenerativo positivo. Non starò scappando da nulla perchè questa volta non ho bisogno di rifugi come mi è successo in passato. Mi serve solo un momento tutto per me.


venerdì 21 luglio 2006

Flashback - ovvero come ribaltare le frittate e divertirsi un mondo


Cena del 25 dicembre a casa di mio fratello... tutti i parenti da parte di padre: siamo più o meno 14-15.


Io non adoro particolarmente questo genere di cene, anche perchè gli argomenti sono sempre quelli e sono sempre noiosi e di conseguenza partecipo pochissimo e attendo lora del rientro a casa.


Questa volta però, non ricordo come, ma si arriva ad una frase di mio padre: "si, ma Maria Elena non ci crede!". Intanto sono stupita che mio padre si ricordi di questa cosa, poi il bello è largomento:


LUOMO SULLA LUNA


Tutti mi guardano e più o meno in coro chiedono "Cosa? Perchè non ci credi?"


Spiegazione: "Non è che non ci creda in senso assoluto, ma prima di tutto io non ero nata, quindi non ho vissuto lansia, lo stupore che ha provato chi era seduto in poltrona quel giorno di luglio del 1969. Poi non è una mia invenzione, ma una corrente di pensiero molto forte. E questa gente è convinta che lo sbarco sulla luna sia tutta una montatura organizzata nel deserto dellArizona. In quellepoca era di importanza strategica fondamentale arrivare per primi sulla Luna: Stati Uniti e URSS spendevano e spandevano capitali per fare questo passo per primi. Il passo che avrebbe cambiato il mondo. E quindi percnè non inventarlo? Tanto chi può andare a confutare la verità? Bisognerebbe tornare lassù, spendere soldi un sacco di soldi di nuovo e beccare il punto esatto dove limpronta è stata lasciata... sempre che venti cosmici non labbiano cancellata..."


La spiegazione ha posto il seme del dubbio in un sacco di gente più grande di me... poi: ciliegina sulla torta: "e poi... ci hanno pure fatto una canzone sopra!"


"Una canzone?" "Si! I R.E.M.!!" - ovviamente i parenti non sono esperti in musica "moderna" così io canticchio:


"If you believe they put a man on the moon, man on the moon"


Ragazzi... è stupendo vedere tanta gente che pende dalle tue labbra mentre tu fai di una canzonetta pop il fulcro di una teoria che non potrà mai essere né provata né sconfessata!


Per la cronaca, io in effetti dubito dello sbarco sulla Luna. Nel senso che linformazione è sempre pilotabile e può essere benissimo non vero il famoso passo saltellante... tanto con effetti scenici già ai tempi si giravano film fantascientifici credibilissimi. E la cosa mi serve anche per ricordarmi di prendere ogni notizia con le dovute molle e mi ricorda che usare le mie cellule cerebrali (le poche sopravvissute) per capire sempre il più possibile le cose che succedono attorno a me.


Poi in effetti che luomo sia andato o no sulla Luna non mi cambia la vita: la mia vita è qua, con i piedi per terra... io sogno tantissimo, ma non di sbarchi lunari: di draghi, elfi, fate e streghe... è più divertente!"


Il flashback, detto "amarcord" qui da noi, mi è venuto per colpa della radio che ha passato, appunto Man on the Moon. Mitica!!


Mott the Hoople and the Game of Life. Yeah, yeah, yeah, yeah
Andy Kaufman in the wrestling match. Yeah, yeah, yeah, yeah
Monopoly, twenty one, checkers, and chess. Yeah, yeah, yeah, yeah
Mister Fred Blassie in a breakfast mess. Yeah, yeah, yeah, yeah
Lets play Twister, lets play Risk. Yeah, yeah, yeah, yeah
See you in heaven if you make the list. Yeah, yeah, yeah, yeah

Hey Andy, did you hear about this one? Tell me, are you locked in the punch?
Hey Andy, are you goofing on Elvis? Hey baby, are we losing touch?
If you believed they put a man on the moon, man on the moon
If you believe theres nothing up my sleeve, then nothing is cool

Moses went walking with the staff of wood. Yeah, yeah, yeah, yeah
Newton got beaned by the apple good. Yeah, yeah, yeah, yeah
Egypt was troubled by the horrible asp. Yeah, yeah, yeah, yeah
Mister Charles Darwin had the gall to ask. Yeah, yeah, yeah, yeah

Hey Andy, did you hear about this one? Tell me, are you locked in the punch?
Hey Andy, are you goofing on Elvis? Hey baby, are you having fun?
If you believed they put a man on the moon, man on the moon
If you believe theres nothing up my sleeve, then nothing is cool

Heres a little agit for the never-believer. Yeah, yeah, yeah, yeah
Heres a little ghost for the offering. Yeah, yeah, yeah, yeah
Heres a truck stop instead of Saint Peters. Yeah, yeah, yeah, yeah
Mister Andy Kaufmans gone wrestling (wrestling bears). Yeah, yeah, yeah, yeah

Hey Andy, did you hear about this one? Tell me, are you locked in the punch?
Hey Andy, are you goofing on Elvis? Hey baby, are we losing touch?
If you believed they put a man on the moon, man on the moon
If you believe theres nothing up my sleeve, then nothing is cool

If you believed they put a man on the moon, man on the moon
If you believe theres nothing up my sleeve, then nothing is cool
If you believed they put a man on the moon, man on the moon
If you believe theres nothing up my sleeve, then nothing is cool
If you believed they put a man on the moon, man on the moon
If you believe theres nothing up my sleeve, then nothing is cool


giovedì 20 luglio 2006

Preparativi in mente


Come già Laura ha detto nel suo blog, la prossima settimana sarà qua da me.


E mentre lei fa i suoi programmi di preparazione al viaggio, io sto facendo un po di piani miei in testa.


Ci sono un po di differenze, chiaramente: prima di tutto lei è quella che si muove per venire e io sono quella che ospita, poi in verità per tre giorni io lavorerò e mi prenderò soltando due gioni di ferie... quindi le prospettive organizzative sono differenti.


In termini di ospitalità non ho nessun preparativo da fare, tranne farle il letto. Laura è di casa, quindi niente lucidata ai felini (inutile comunque visto che loro scappano sempre davanti a tutti), niente tappeti rossi (non li avrei nemmeno) e nessuno striscione di benvenuto (sorry).


Per il cosa fare la sera già un paio di serate sono organizzate: due belle cene fuori casa di cui una thai con altre amiche. Per il resto vedremo.


Ho già in mente di trascinare Laura con me per almeno una delle mie cure termali così poi anche lei rischierà la sua testa con la caduta pigne nel parchetto mentre io riprendo possesso delluso della mia testa dopo che gli hanno sparato aria dentro dal naso (come se avessi bisogno di altra aria là dentro).


Poi invece ci sono i 3 giorni in cui, non lavorando, potrò davvero essere con lei tutto il tempo... da un po sogno di mettere dei chilometri di strada sotto le ruote della mia auto. Lultima scampagnata lho fatta proprio con Laura e altri amici a Pasqua e poi sono andata sotto con il lavoro a testa bassa e il massimo della gitarella è stato accompagnare mia madre al mare... insomma ho voglia di lasciare un po le mura cittadine e avviarmi verso altri luoghi, fare il pieno di paesaggi che non siano la piatta pianura, annusare aria differente e magari vedere posti nuovi o rivedere posti amati.


E in tutto questo... ho una gran voglia di Medioevo!!! Mi sa che proporrò a Laura un pochino di mete stile Gradara, San Leo, Santarcangelo di Romagna, Brisighella e altri borghi medievali che secondo me pure lei gradirebbe... le farò una bella serie di proposte e poi sarà lei a decidere dove andare... a me basta il gusto di uscire un po e svagarmi e rigenerarmi!


E se poi insistesse... diciamo... 30 secondi... prometto già dal blog che la porterò anche a Camaldoli!


mercoledì 19 luglio 2006

Paranoie... giusto per mantenermi in allenamento


"Ragazze, in questi giorni se alle 3 non mi vedete in ufficio... chiamate unambulanza e mandatela direttamente al parchetto delle Terme di Punta Marina. Sicuramente mi è caduta una pigna in testa!!"


questo è stato il mio messaggio di oggi alle colleghe...


sarà che allingresso e in ogni dove ci sono cartelli "ATTENZIONE CADONO LE PIGNE!" ...


e sarà pure che mentre ero lì ogni tanto ne sentivo cadere una... e il mio primo pensiero era sempre "non è stato sulla mia testa!"...


insomma... io ho avvisato le colleghe... non si sa mai


martedì 18 luglio 2006

Vacanze a metà


No, non sono in ferie... è che da ieri ho cominciato il ciclo di cure termali in quel di Punta Marina Terme (da notare che il "terme" è stato aggiunto al nome della località solo da pochissimi anni e a me fa ancora specie chiamarla così... per me è ancora "Punta Marina"... anzi "Punta", visto che qui per "Marina" si intende "Marina di Ravenna"...) che per ben 2 settimane mi porteranno ad uscire dallufficio la mattina alle 11 dopo sole tre ore di lavoro.


Premesso che le cure termali mi fanno schifo: temevo fossero roba al limite della tortura e, delle 2 cure su 3 che devo fare diciamo che si possono anche fare (una è laerosol, niente da dire, la seconda sono le docce nasali... cè di meglio, ma si sopravvive)... mentre la terza cura... altro che limite della tortura... è una vera tortura, poche storie! Spero solo che servano a risolvermi i problemi di orecchie che mi straziano da novembre ad oggi.


Fatto sta che quando esco dalle insuflazioni (la tortura...) sono completamente rintronata: ho le orecchie che mi prudono da dentro, è una sensazione orribile, il naso che cola, gli occhi che piangono... insomma, non sono molto carina e non sono in condizioni di guidare.


Così ieri, che era il primo giorno, ho realizzato che bisogna che mi fermi un pochino prima di guidare perchè non è il caso di rischiare per così poco. E quindi da oggi mi porto un po di pranzo dietro e mi rilasso nel parchetto delle terme, sotto i pini.


Risultato: una pausa pranzo molto prolungata, in mezzo al verde, ricamamando a punto croce, respirando aria di mare e pineta insieme e... beh, subendo anche gli effetti disintossicanti delle terme (da domani avrò almeno 2 pacchetti di fazzoletti: GARANTITO!).


E il rientro in città con tranquillità, ammirando il panorama che da due giorni, grazie alla mancanza di foschia, mi permette di vedere perfino il profilo di San Marino...


Decisamente non è male questo momento di lavoro meno intenso e la possibilità di ritagliarmi qualche oretta tutta per me.


venerdì 14 luglio 2006

Fuori dalla toelettatura mentre Rommell ed io aspettiamo...


Prima di noi cè un signore molto alto, diciamo 1 e 90, capello bianco e probabilmente straniero, con un trasportino contenente un altro persiano rosso (muso schiacciato, però!) molto pacifico. Niente a che vedere con Rommell incavolato nero per il trasporto in auto (che odia) e che spiega a tutti la sua incavolatura con quel suo strano MIAOOH rauco.


Io esclamo "toh, guarda, prima di te cè un altro gatto rosso come te!" parlando con Rommell.


Il signore, decisamente nervoso, abbozza un mezzo sorriso in fondo alle labbra. Ok, non era una gran battuta, per carità.


Mi chiede "lo deve fare tosare?".


"Si"


"è la prima volta?"


"no, no! noi lo facciamo ogni anno: lo aiuta tantissimo a sopportare il caldo!"


"ma quanti anni ha?"


"13"


"13???... lui (e si rivolge al micio del suo trasportino) non ha ancora un anno. è la prima volta che si deve tosare"


Poi si ferma un po e richiede "ma quanto ci mettono? unora?"


"no, no! si e no 20 minuti. poi se ci siamo noi padroni che teniamo il gatto fermo sicuramente vanno più veloci"


"ma... deve anche fare il bagno?"


"no, non glielo faccio mai fare, Rommell non ne ha bisogno"


"ah"


Poi il signore viene chiamato dentro. Dopo una ventina di minuti da fuori vedo che il micio è stato tosato e sta per passare alla fase "lavaggio"... ma non meno di 5 secondi dopo il signore alto alto schizza fuori dal negozio con il trasportino contenente il micio sempre pacifico, ma molto meno voluminoso di prima e si dirige a gran passo verso la sua auto. Nel correre mi dice:


"abbiamo già finito! è stata più dura per me che per lui! Arrivederci"


Salta in auto, mette in moto e lo vedo partire con il finestrino spalancato e una sigaretta già accesa in mano.


Intanto da dentro la toelettatura sento le voci delle ragazze: "mah, non ho mica capito... doveva lavarlo e invece ha cambiato idea... chissà perchè?"


Signore mie... il signore era decisamente mooolto mooolto teso... avete fatto fare al suo gatto pelouche tanti di quei movimenti che il micio non ha mai fatto in un anno... lui non è abituato a vedersi il gatto soprammobile che viene dimenato in quella maniera, maneggiato, rigirato, con uno strumento di tortura come la macchinetta tagliapelo!


Povero signore! Chissà se stasera per dormire avrà bisogno di tranquillanti...


Fatto sta che dopo questa scenetta Rommell è stato un gran signore: nessun miagolio, stava lì comodo come se per lui fosse ordinarietà... ma ovviamente non crediate che volesse emulare il gatto peluche! No no! Dopo il tempo limite che lui aveva concesso alla ragazza ha cominciato a ringhiare e a scattare... e così ho detto alla ragazza che il lavoro di "rifinitura" si poteva anche saltare... Rommell voleva uscire e ne aveva abbastanza... questo è il gatto che conosco!


E grazie al cielo i miei gatti sono sufficientemente VERI da reagire quando serve!


Rommell



Il micione decano di casa dei miei: un aristocratico persiano costretto a vivere in mezzo a gatti plebei, che avrebbe tanto desiderato fare il gatto unico e invece già dall’inizio ha dovuto dividere la scena con altri felini. Il gattone che ha visto quasi di buon grado la dipartita, ormai un anno fa, di Micia e che non ama per nulla la presenza di altri felini ancora per casa. Lo scorbutico che una volta dà un bacetto a Leila, giusto per non essere considerato troppo cattivo e più spesso le dà una zampata; che odia con tutte le sue forze quell’intruso approfittatore di Morgan che invece di mangiare a casa mia si permette di spazzolare le adorate e sacrosante ciotole dei gatti dei miei; che quando si ricorda fa una bella litigata con Merlino perché Merlino è troppo invadente (si crede il gatto padrone di casa, mentre il padrone è lui, Rommell!) e che tollera a sufficienza soltanto Birba, ma questo perché Birba ci sa fare con tutti e soprattutto sa tenersi alla giusta larga da chi è di umore perennemente nero…


Rommell, il micione che scodinzola se è felice come un cane (gli ho sempre detto che questo è elemento molto negativo, ma lui dice di essere unico e quindi è elemento distintivo, cosa molto differente… se puoi riuscire a capire), che adorava da piccolo riportarti le palline di stagnola, che odia in particolar modo due specie animali: cani e topi e che a entrambe le specie animali ha spiegato bene che a comandare è sempre lui…


L’unico gatto che io conosca ad avere due looks: uno a pelo lungo per l’inverno e uno a pelo corto per l’estate… si, lo so, altri gatti hanno due looks, ma Rommell è l’unico che io conosca!


Beh, Rommell… quest’anno ha deciso di invecchiare tutto in una volta: quest’inverno un po’ di malattie renali… e ora, oggi che l’ho portato a farsi fare il famoso Summer look… ora gli scopriamo due unghie incarnite e ben infettate e la cistina che era una cosetta piccola piccola fino a pochi mesi fa che è diventata grande come una ciliegia.


La toelettatura è di fianco al vet, così abbiamo subito fatto tappa da lui. Domani, Rommell fa finta di non aver capito, ma ci tocca un altro giro in auto lui ed io, poi a lui tocca un sonnellino e si risveglierà di malumore come è ovvio, con una cisti in meno, un paio di punticini in più e magari pure una pulizia dei denti fatta…


 


Sono stata così abituata nella mia vita alle morti o alle sparizioni improvvise e magari violente, ma sempre in giovane età dei felini che mi hanno attorniato che dover assistere alla vecchiaia di questi compagni di vita mi mette a disagio. L’anno scorso Micia è morta soffrendo tutti i mali che una miciona malata, pesante e avanti con gli anni poteva procurarsi. Quest’anno tocca a Rommell. E pensare che fino all’anno scorso chiunque lo vedesse non gli avrebbe dato più di 4-5 anni perché era sempre vispo e scattante… scattante è un po’ forte come parola, perché lui è un cultore della flemma, ma se voleva poteva esserlo.


Poveri micioni di casa dei miei genitori… non riesco ad assisterli come vorrei: non me li spupazzo come faccio con i miei ogni sera, ogni giorno, quando mi pare e più spesso quando pare a loro. Così succede che scopro che stanno male quando ormai è fatta… anche perché loro stessi non sono tipi da farsi spupazzare così facilmente… almeno non dai miei genitori: quando io abitavo con loro si che sapevano abusare delle mie attenzioni! Mi sembra di averli traditi trasferendomi, anche se solo di un piano, e di averli traditi ancora di più quando ho fornito il mio appartamento di nuovi felini… e così loro non si sono azzardati più a frequentarlo con assiduità come prima: non era come quando abitavo con loro, ma gradivano fare una visitina qui…


I cambiamenti a volte fanno più male a loro: i nostri animali, che non a noi, perché non capiscono…


mercoledì 12 luglio 2006

Della serie "cose che non reggo"


Ci sono situazioni in cui non puoi permetterti di dire apertamente quello che pensi: per convenzioni sociali o, meglio ancora perchè il luogo e la situazione non te lo permettono.


Tendenzialmente io non sono molto per le convenzioni sociali, pur non potendomi considerare una che va contro a tutti i costi. Semplicemente vorrei tanto e cerco il più possibile di essere me stessa. E questo a discapito a volte di quel che "ci si aspetterebbe da me".


Però non sempre puoi fare così. Ad esempio, è decisamente sconveniente dire ad un cliente quel che magari si pensa di lui veramente, diciamo che è sconveniente se quel che si pensa è decisamente negativo. Insomma, è normale non potersi permette di esternare tutto quel che si pensa. Niente da ridire su questo dato di fatto di partenza.


Ci sono volte però che si sente tanto il bisogno di dire fuori dai denti tutto quel che dentro cova... per liberarsene un pochino. E così eccomi qui ad usare il mio blog, costretta lo stesso a rimanere sui generis, per dire un pochino di quel che in questi giorni vedo attorno a me che non mi piace.


Non reggo la falsità nella gente! Più chiaramente non reggo chi, ad ogni persona si trovi davanti serva una diversa versione di un fatto qualunque, stravolgendo per chissà quali motivi la verità e creando così situazioni anche spiacevoli tra le persone che sono attorno a questa "che diffonde notizie". Forse il motivo dietro a questo modo di agire è il bisogno disperato di "essere accettato da chiunque", l"essere amico di tutti"... A parte che io non credo che ciò sia possibile: ritengo utopico essere amici di tutti. Si può essere amici di persone per affinità, perchè esperienze particolari ti hanno avvicinato, per caso, per tante ragioni... ma è impossibile essere amici di tutti. Si può essere in buoni rapporti con tante persone, ma inevitabilmente cè sempre quella persona con cui non riesci ad andare daccordo. E naturale... basta saperlo e agire in modo che si possa vivere pacificamente, soprattutto quando si è costretti per svariati motivi ad avere a che fare luno con laltro.


Chi crede di poter essere amico di tutti per primo mente a se stesso.


Altra cosa che non sopporto sono le persone impiccione. Il dover vivere a stretto contatto tra persone di vario tipo ti porta a parlare del più e del meno e qualche volta finisci anche per dire cose tue personali. Magari rimani in termini superficiali, ma apri spiragli su cose che di solito non racconti. Io non reggo chi, partendo con un fare da amicone, comincia a fare domande che vanno troppo sul personale e peggio ancora comincia con il riempirti di pillole di saggezza perchè dallalto della sua esperienza, la tua vicenda pare così banale e facilmente risolvibile...


Prima di tutto le domande troppo personali. Mi è successo più di una volta di zittire qualcuno rispondendo "sono cazzi miei"... ho letto disappunto e sconcerto nei volti di chi si è visto rifilare una bella risposta secca da me, che di solito sono più "tranquilla" e magari meno sboccata. Chi arriva a capire il significato dellaffermazione la prende sul ridere e semplicemente impara che quello è un argomento di cui non ho voglia di parlare. Ci sono persone invece che o si offendono come se tu avessi dato loro un pugno in faccia e contemporaneamente le avessi offese a morte, quando magari loffesa potrei essere io perchè loro si sono permesse di farsi i fatti miei, oppure si scandalizzano, perchè a loro tutto è dovuto e "come ti permetti te di sbattere in faccia a tali persone delle porte?".


Ho imparato a fregarmene e vivo molto bene con i miei paletti alzati davanti a chi non intendo rendere partecipe dei fatti miei e reggo le reazioni di questi alla grande.


Una cosa che invece faccio davvero fatica a sopportare sono i consigli da "persona navigata" che ogni tanto arrivano. Tu, guarda caso, sei sempre inesperta, anche se magari hai un paio di anni in più (non che letà faccia la differenza, ma quando si è in polemica tutto fa la differenza... poche storie), cè sempre la persona che arriva e con un fare materno ti sciorina la pillola di saggezza che ti risolverà completamente la vita.


Non voglio dire che i consigli io non li apprezzi... ma un conto è suggerire soluzioni, dare opinioni, un conto è arrivare vicino ad una persona con fare caritatevole e evidentemente costruito e rivolgersi a questa povera pecorella smarrita come se stessi parlando ad un bambino di 3 anni per spiegare come funziona la vita e come si deve fare questo e quello.


A queste persone qui non ho imparato a rivolgermi con cortesia... mi spiace, ma quando qualcuno mi arriva vicino in questo modo io divento un istrice... mi chiudo e lancio spine a tutto busso.


Il problema vero e proprio è quando ti trovi a che fare con chi questi modi di agire li usa tutti e tu non puoi direttamente mandarlo a farsi un bel giro lontano da te in luogo appropriato. Eppure hai fatto capire in tanti modi che ci sono atteggiamenti che non reggi... e magari non solo tu lhai fatto capire... ma non cè peggior sordo di chi non vuol sentire... ... ...


E visto che sono in vena di "odio questo e quello"...


ODIO STE STUPIDE ZANZARE CHE MI HANNO PRESO PER UN FAST FOOD APERTO 24 ORE SU 24!!!!! a che servono le zanzare??? qualcuno può spiegarmelo???? insomma, sarebbe piacevole capire che stai donando sangue e soffrendo pruriti scomodissimi per una valida ragione...


domenica 9 luglio 2006

Grazie micioni


Stamattina alle 7 ho aperto gli occhi, mi sono alzata obbedendo a esigenze fisiologiche, poi... mi sono domandata quanta voglia avessi di fare una gita e mi sono risposta... sono troppo ko per gironzolare sola per gli appennini... meglio un po di relax casalingo, così ho aperto la porta ai felini e sono tornata nel letto (lasciando la porta aperta, tanto nella palazzina non cè nessuno e dalle scale non possono salire rumori).


Merlino è entrato subito (lui esce spesso di notte... fatti da gatti) e Birba è uscita pure lei subito (lei di notte, salvo imprevisti, non sta fuori e la mattina ha urgenza di svolgere le sue robe da gatta) e io me ne sono altamente fregata.


Dopo 5 minuti apro gli occhi e chi ho nel lettone? Merlino e Birba: hanno deciso che io avevo bisogno di compagnia e la porta aperta non li stimolava poi più di tanto. Birba ronfava con le sue fusa molto forti e sonore, mentre Merlino... beh, Birba ed io ci siamo dovute sorbire un Merlino in regressione infantile per una decina di minuti. Se ne sta tutto rigirato sulla pancia, fermo alcuni secondi, poi un "mrrr" e si srotola da una parte cercando ci convincere Birba a giocare. Ma Birba è di altre idee e così si allontana con garbo. Allora ci prova con me, e io lo coccolo con la voglia di una che sta già dormendo o almeno la testa è convinta di dormire, quindi alla mano non dà tanto vigore... così Merlino si rivolge di nuovo a Birba... Birba questa volta, sempre con garbo, si alza, gli porge le terga e si riaccoccola per dormire... dimenticandosi però che la coda che sbatte può essere molto interessante per un gattone che vuole a tutti i costi giocare... così dopo due zampatelle è costretta a incollarsela lungo i fianchi, stringere gli occhi per concentrarsi nellinseguimento del sogno perduto e fare finta di niente.


Per fortuna che poi si è deciso a dormire pure lui e così tutti e tre abbiamo potuto impegnarci bene in un bel sonno corale fino a quasi le dieci... che relax!


Grazie micioni per la compagnia


sabato 8 luglio 2006

Si, puoi coccolarmi, ma solo in pubblico!


Il gatto Morgan si sta ricivilizzando, a piccoli passi, dettati direi più che altro dallo stomaco: i miei in estate se ne vanno al mare dal giovedì al lunedì, in pratica tornano a casa un paio di notti alla settimana più che altro per lavare i panni e sbrigare piccole commissioni in città. Risultato la famosa "locanda per felini di mamma Maria Gabriella" è a mezzo mezzo (e mezzissimo) servizio. Perchè io lavoro e apro le porte giusto il tempo per fa entrare e uscire i felini dei miei... non si sa mai con i tentativi di effrazione già avuti io non mi fido a lasciare aperto...


Per il gatto Morgan quindi il rischio è di dimagrire troppo: lui noto vagabondo (ecchecavoli è colpa mia! gli ho dato il nome di un noto pirata...) si avvicina al mondo civilizzato solo per mangiare e ora gli tocca cambiare abitudini... e bussare alla porta del secondo piano: la mia!


Ma il bello del gatto Morgan è successo stamattina. Già tempo fa ho notato che gli piace molto cazzeggiare con me sulla strada davanti a casa. In ogni altro luogo io non posso nemmeno avvicinarmi a lui... ne va della sua... boh, che ne so! lui si rifiuta che io mi avvicini. "Niente sdolcinatezze! sono un gatto io!" sembra il suo motto...


Davanti a casa però possiamo "non fare niente" insieme... il massimo per lui sarebbe che io passeggiassi su e giù e lui di fianco a me a farmi compagnia... come se fossi una pensionata che deve trovare il modo di far sera...


Oggi siamo usciti insieme dalla porta di casa. Arrivato al cancello ho dovuto chiedergli di allungare il passo che volevo chiudere: lui ha allungato il passo di "un passo" e si è seduto sul marciapiede. Mi sono chinata e gli ho chiesto se potevo dargli una pacchetta amichevole (non sdolcinata, ovviamente) sulla testa... lui praticamente mi ha detto che se tutti stanno guardando (cera gente!!) allora posso anche fargli coccole serie e sdolcinate. Sono pure graditi i grattini dietro alle orecchie... e tutta la sua teoria "sono un gatto e non mi abbasso alle sdolcinatezze????"... qualcosa mi dice che deve dimostrare qualcosa a qualcuno... non è tipo da fare niente senza motivo... lui!


Poi è arrivata Birba... tutta di corsa della serie "si fa festa senza di me! aspettatemi!!!", ma io dovevo andare a fare le mie commissioni e ho dovuto dirle che per lei le coccole ci saranno in altri momenti (io e lei ce le facciamo a tutte le ore: anche alle 3 di notte, se serve). Morgan, però, che è un gentilgatto, le ha dato due bei bacini sulla testolina e le ha detto "si, dai, unaltra volta... ora devo farmi il bagno". Si è spostato di un metro, sempre sul bordo del marciapiede, si è seduto, ha alzato una zampa posteriore e ha cominciato il bagno partendo dalle dita dei piedi.


Birba è una sportiva e non si preoccupa per rifiuti come il mio e quello di Morgan, così è rientrata nel giardino a fare cose da gatta, mentre io salivo in auto, accendevo e partivo guardando nello specchietto retrovisore la sagoma del gatto Morgan che, imperterrito e incurante alle auto di passaggio e ai passanti, continuava la sua toeletta.


Comunque ho imparato: se voglio coccolare il gatto Morgan devo farlo in pubblico, anzi, sul suolo pubblico... perchè in casa lui rifugge ogni estraneo... beh, praticamente rifugge chiunque, pure me!


giovedì 6 luglio 2006

Vi capita mai di essere logorroici con voi stessi?


A me stasera sta capitando: ho dei pensieri per la testa che ruzzolano da un lato allaltro del cranio (in mezzo allumidità che ci si è depositata causa giornata afosissima) e continuano a rotolarsi su se stessi. Non riesco a fermare la marea di pensieri su un fatto accaduto oggi. Fatto di cui non ho voglia di parlare per presa di posizione (rispettare chi non è qui a difendersi e altri idealismi miei tipo questo) e fatto che prima o poi mi aspettavo capitasse, perchè conosco la persona in questione. Eppure, non riesco a smettere di dar corda a questi cavoli di pensieri... che peraltro non serve a niente rimuginare.


Odio quando sono logorroica con me stessa!


Per fortuna che stasera esco, così potrò chiudere la porta a questi stupidi e inutili ripensamenti e chiacchierare e svagarmi!


martedì 4 luglio 2006

Con la mente in vacanza


Considerate un paio di questioni di non scarsa rilevanza, e per la precisione:


1 - totale mancanza di disponibilità economica


2 - non ho ancora stabilito quando mi prenderò le ferie perchè non ho il tempo materiale di farlo


... insomma, considerato quanto sopra, da un paio di giorni sto sviluppando un "piano ferie" tutto personalissimo.


La prima vera questione è che difficilmente potrò farmi una settimana in giro. Anzi, difficilmente potrò farmi qualche giorno fuori casa. Quindi niente cambio di letto, di clima e di altre robe tipiche da vacanza.


Però sono seriamente intenzionata a rilassarmi e così lidea che mi sta nascendo dentro è quella di riuscire a trasformare le due settimane che, diciamo tra due mesi, riuscirò a prendermi in due settimane di relax vero e proprio pur se costretta dalle circostanze a rimanere qui.


Come fare? Beh, la prima cosa che mi sono detta è stata: cercare di togliere di mezzo tutto quello che è il normale "vivere casalingo". Insomma, dovrò trovare il modo di vivere come se fossi in vacanza. E quindi ho deciso che mi inventerò turista nella mia città.


Di robe da vedere ce ne sono. Ravenna è pur sempre una città darte! Sono diversi anni che non mi faccio un giro per i fantastici mosaici ravennati. Oltretutto essendo residente la stragrande maggioranza dei monumenti per me è ad ingresso gratuito, quindi la cosa non mi costerà nulla.


Poi cè lidea di uscire da casa mia, a piedi, la mattina relativamente presto, diciamo alle 9 e mezza... arrivare fino al bar, cappuccino e brioches (salata!), due chiacchiere con Antonella, la barista... uscire da lì, attraversare la strada, unocchiata distrattissima alle vetrine esterne delledicola e poi via verso il centro cittadino. Quattro passi per il fantastico centro della mia città che da quando ho cambiato lavoro non posso più godermi (prima lavoravo proprio in zona centrale e pedonale e le commissioni in banca a piedi o in bici per il centro erano incombenza mia e adoravo farle). Ritrovare persone che non vedo ormai più, potermi permettere di perdere tempo dentro un negozio e poi laltro, senza la necessità di comprare, ma solo per il gusto di riempire una giornata facendo cose futili ma piacevoli.


Due (mila) chiacchiere con Mariateresa come non si fanno mai perchè arrivo sempre da lei in negozio trafelata e soltanto due volte allanno, magari con amici al seguito (piacevole, ma non siamo lei ed io sole solette). Una bella dose di "voglio comprare questo, questo, quello, quellaltro e poi quello ancora" dentro la libreria di Gulliver.


Una passeggiata per Piazza del Popolo, poi su, via IV Novembre e il mitico mercato coperto. Due chiacchiere con Loretta per aggiornarla sulle vicissitudini di Morgan, gatto che viene da casa sua. Una sbirciata nel negozio degli scampoli e nel negozietto di fianco ad esso.


Mi infilo su per le straduzze che portano a San Vitale e poi finalmente entro in uno dei complessi monumentali che più adoro: San Vitale e il mausoleo di Galla Placidia.


Essendo settembre dovrebbero essere relativamente tranquilli e con pochi turisti, quindi potrò godermi in totale tranquillità la splendida visione del corteo di Teodosio e quello di Teodora, nonchè ogni singolo elemento di decorazione... mi piacciono tutti, nessuno escluso. Potrò passare minuti a perdere lo sguardo nelle venature del marmo delle colonne della basilica, poi uscire di lì e affrontare il mausoleo... ma solo se ci saranno davvero pochi turisti: è piccolo e se si è in tanti là dentro mi da senso di soffocamento... rimane comunque una tomba!


Potrebbe essere anche la volta che finalmente visito per benino il Museo Nazionale, cosa che mi riprometto di fare da secoli.


Poi rientrare senza fretta verso casa, passando da Via Matteotti questa volta (anche se cercherò di defilarmi davanti al negozio di chi non amo molto incrociare... ma mica si può avere tutto positivo, no?)... potrei anche tagliare attraverso la chiesa di San Francesco, per il solo gusto di godermi il suo interno spoglissimo (al contrario delle chiese con i mosaici) e dritta verso casa.


Insomma, la prima giornata è già pronta. Per le altre ci sono un sacco di altri mosaici, di altri amici, bar, negozi da vedere-incontrare-visitare...


Poi anche senza troppe pretese ci sono un paio di gite da una giornata che voglio assolutamente fare. Con o senza compagnia (è dura: tutti gli amici lavorano!).


Camaldoli... ovvio


Gradara... sono due anni che voglio tornarci!


Pomposa, sempre... mi piace troppo... e poi potrei anche fermarmi di nuovo a gironzolare per le viuzze di Comacchio...


poi... magari... forse... una bella giornata a Venezia... se il treno avesse coincidenze decenti... è meglio che non conti da quanti anni non ci vado...! mi si spezzerebbe il cuore!!!


Insomma, sono seriamente intenzionata a fare vacanze casalinghe, ma a godermele fino in fondo... cercando di spendere il giusto...


Intanto comincio a sognarle! e a fine luglio potrei fare un paio di prove generali approfittando di due giorni di ferie e della presenza di unamica...


lunedì 3 luglio 2006

La prima stella della sera


Sdraiata sulla mia sdraio in balcone, un cornetto in mano da gustare lentamente, un leggero venticello che muove i panni stesi qui a fianco a me e che mi dividono dal resto della città, come un paravento, le voci di alcuni vicini che arrivano come attutite, le zanzare che mi girano attorno (ma non danno noia, miracolo!), i grilli che cominciano ad accordare le loro ali per le serenate notturne, il cielo sopra di me, il pezzetto che vedo, è tra lazzurro e il blu, quasi turchese, ma spento perchè la luce sta cedendo spazio alla notte.


E la prima stella che vedo brillare è un piccolo diamante incastonato nel blu, brilla tenue, sembra un pezzetto di vetro, non ha ancora il fulgore che hanno le stelle nel nero cielo notturno.


Passa un aereo e la sua lucetta lassù lampegga ad intermittenza disegnando la sua traettoria molto lentamente.


Gli ultimi uccelli diurni si affrettano a rientrare nei loro ricoveri.


Il gelato finisce, ma la pace del mio angolo di città è ancora intatto. Nemmeno un treno passa a rovinarlo.


Finisce che questanno per la prima volta in vita mia amerò lestate.


"Tu non sei patriotica, meg! Non ti interessa la nazionale, quindi non sei patriotica! Non ti importa niente dellItalia!"


"Eh, no! quello non è patriotismo... è calcio!"


E con questa affermazione secca mi sono rovinata la giornata con una collega... Sembra duro dividere ciò che è sport da quel che è senso di appartenenza ad una nazione... Le ho chiesto perchè non si infervora così per tutte le altre discipline sportive se il tifo è patriotismo, ma mi ha risposto che non centra niente questo...


"Il calcio lo conoscono e guardano tutti, le altre discipline sono sconosciute... cosa importano? Per il calcio bisogna tifare!"


Ok, per me è miopia bella e buona... mi spiace, sono categorica... e non ammetto repliche a cose simili.


Di solito io sono per il confronto, ma quando davanti mi trovo critiche al mio comportamento di questo genere e per cose di questo tipo divento inamovibile... un muro... io ho la mia opinione ben chiara.


Se ti piace il calcio sei libero di tifare, infervorarti, fare festa o piangere. Ma non dirmi che io non sono patriotica perchè finita la partita nemmeno sapevo se si aveva vinto o no e lho capito per i rumori stradali.


sabato 1 luglio 2006

Finalmente le cicale!


in tutto questo caldo cera qualcosa che mancava... la classica colonna sonora delle giornate più afose: le cicale!


Finalmente sono arrivate... forse sono lunica cosa bella di tutto il caldo e lafa! Anche se, devo ammetterlo, oggi non è afoso e nonostante il caldo sto bene... meglio così!


Bastardi, vittime e... Birba


Quando a casa dei miei non cè nessuno, come sempre nei week-end estivi, tocca a me occuparmi di gatti e tartarughe.


Con i gatti è abbastanza facile: apri e chiudi porte, controlli acqua e cibo e via... Le tartarughe non è che richiedano cissà cosa, ma... mangiano insalata... sono rincoglionite e se non gliela metti sotto il muso non va bene... devono mangiare decisamente nel cuore della giornata: la mattina no, è troppo presto, la sera no, è troppo tardi... insomma faccio fatica a concepirle...


Sono appena rientrata dal rancio tartarughesco e ho passato un po di tempo in giardino, anche perchè alcune piante richiedevano un po di emergenza idrica. E così ho assistito alle seguenti scene.


Merlino ce lha decisamente con Leila, la gatta dei miei. La rincorre ovunque per darle zampate, lei gli soffia e fugge via... Povera Leila, sarà un terzo di quello sbruffone di Merlino. Ho difeso Leila, ho detto a Merlino che era uno stronzo... ho fatto coccole a Leila e cacciato il gattaccio Merlino in disparte... lui ha capito le mie intenzioni... ma se ne frega: mi gira al largo e attacca due metri più in là.


Poi cè Rommell che odia Morgan... Morgan esce di casa dopo aver assaggiato i croccantini di mia madre, tutto placido e tranquillo: non scappa nemmeno davanti a me... poi dietro di lui arriva Rommell... cammina quatto quatto in atteggiamento decisamente ostile... poi allimprovviso salta in avanti, agguanta Morgan per le zampe posteriori e gli dà un morso. Morgan balza in avanti, gira langolo un metro più in là e poi salta via dal giardino, dove sa di non poter esser raggiunto da Rommell... classico atteggiamente "non belligerante" di Morgan... lui i soffi e i morsi li riserva solo per me.


Anche in questo caso, guardo Rommell e gli chiedo cosa cavolo si crede di fare... mi guarda torvo "sono cavolacci miei, tu non rompere"... ecco cosa sta pensando!


E in tutta questa bagarre felina di odii e zuffe... Birba passa a destra e sinistra, nessuno la tocca, annusa Merlino, si sfrega a Leila, prende coccole da me, saluta Morgan e dà unannusatina a Rommell (qui con un minimo di cautela, questo si) e infine si accoccola sul cotto vicino a Merlino... la sua espressione era quella tipo Bugs Bunny "che succede qui?"... come se non avesse visto niente, mentre invece era sempre presente, come se non capisse... o meglio, come se se ne fregasse alla grande!


Più passa il tempo più adoro Birba... è una gran streghetta di gatta! sa recitare come pochi e se la cava sempre per il meglio! MITICA!


A.A.A.A CERCASI URGENTEMENTE

Cercasi urgentemente la mia voglia di lavorare. E scappata negli ultimi giorni silenziosamente e non si fa più trovare.

Chi la trovasse è pregato di contattarmi: arriverò subito a riprenderla.

Spero che si sia nascosta in un luogo ameno: tipo sulle rive di un bel laghetto di montagna, così nel riprendermela farò pure un momento di relax.

Spero anche che si sia nascosta lontano da qui, così il viaggio sarà lungo e io amo i viaggi... inoltre una prolungata assenza potrebbe essere utile: stare in ufficio senza voglia di lavorare è sconveniente: prima o poi qualcuno se ne accorge e dopo potrebbero esserci noie.

Però è davvero urgente ritrovarla, quindi chiedo a tutti voi che leggete questo mio appello di cominciare subito le ricerche, perchè senza voglia di lavorare purtroppo si va poco avanti... soprattutto se le ferie sono ancora lontane almeno 2 mesi (se non di più)...

Vi ringrazio anticipatamente e vi lascio per provare un'ultima volta a cercarla sotto la scrivania.