martedì 29 aprile 2008

Indovinate????


PIOVE!!!!!!!!!!!!!!!



(immagine presa dal web attraverso una ricerca con Google: mi piace un sacco!)


lunedì 28 aprile 2008

Atroce...


Questa la racconto però è un po così...


Cè un cliente che versa in pessime condizioni, è in una di quelle brutte situazioni in cui non sai cosa augurargli .


Questa mattina una sua collaboratrice ci chiama e ci avvisa che è passato a miglior vita. Povero.


Facciamo un telegramma di condoglianze alla famiglia.


Dopo 3 ore la stessa collaboratrice ci richiama ... non è morto... aveva ricevuto informazioni sbagliate...


CHE FIGURA!!! Come si fa a intercettare un telegramma???


Mamma che situazione.... se te la raccontano ci ridi... ma a mettersi nei panni di chi ha un povero caro in quelle condizioni e riceve un telegramma di condoglianze quando non è ancora il momento...


Non sappiamo dove seppellirci per la vergogna... e come fai a dire a queste persone... "ehm... ci è stato detto qualcosa di sbagliato, scusate tanto..."



Io questa mattina sono di buon umore, in barba a certi musi lunghi che ho visto qui in ufficio!!


E dirò di più, per la seconda volta di seguito sono venuta in ufficio in bici. Certo è anche grazie al bel tempo, ma sono sempre brava a trovarmi scuse per non usare la bici a favore dellauto. Ma oggi no, oggi ho fatto la brava. Speriamo sia linizio di una bella settimana, almeno a livello di umore.


Non chiedo di più.


domenica 27 aprile 2008

Domenica mattina


Caffè, amiche in collegamento virtuale (benedetti i messengers!), appena uscita dalla doccia, finestra del balcone aperta a far entrare i suoni della domenica mattina.


Le campane delle chiese che suonano a chiamare i fedeli (non sono più una praticante, ma le campane le adoro... peccato che oramai siano tutte finte).


Cinguettare di uccelli vari e tubare di tortore.


Il rumore della cascatella del laghetto del giardino dei miei.


Pochissime auto: è domenica mattina!


E tutto stupendo e gradevolissimo...


Peccato che ci sia una certa bassotta cagnarona che stona in tutta questa armonia di suoni rilassanti... Emma Emma... non crescerai mai... sei proprio una bassotta!


venerdì 25 aprile 2008

Vorrei...


Vorrei che le mattine fossero tutte come questa, almeno per un pochino di tempo.


Questa mattina mi sono svegliata riposatissima.


Fuori cè un fantastico sole.


Sono al lavoro, ma ci sono venuta in bicicletta, godendomi la splendida mattina e soprattutto la strada VUOTA senza pullmann turistiti parcheggiati e auto in coda in attesa di fare un metro in avanti.


Ecco: se potessi venire al lavoro ogni giorno così:


senza fretta perchè tanto lufficio è chiuso al pubblico e quindi non cè un orario da rispettare,


senza lauto perchè fa bello,


senza rischiare di essere ammazzata mentre pedalo dalle auto che passano fregandosene degli spazi necessari per loro e per me, dagli autobus di linea che sono pure peggio, dai gas di scappamento e dai pedoni che sbucano fuori tra un pullmann turistico e laltro in modo assolutamente inaspettato e con la mentalità di chi è in vacanza e quindi tutto gli è dovuto e soprattutto niente può capitargli, tranne ammazzare me o qualche altro sfigato ciclista (ovviamente potrebbe anche capitagli di essere ammazzato dallignaro autista che non si può accorgere di lui perchè era ben nascosto dai pullmann parcheggiati uno attaccato allaltro...)


Ecco... un inizio di lavoro così è perfetto!


Se poi, come è capitato pochi secondi fa, mi portano pure la brioche per la colazione... non chiedo di meglio !!!


E ora, al lavoro che cè tanto da fare!!!


mercoledì 23 aprile 2008

Cè nellaria qualcosa...


Oggi è una giornata stupenda... sole, vento leggero, cielo prevalentemente azzurro... niente da ridire!


Però qualcosa di strano nellaria cè:


- io mi sono macchiata con il caffè a metà mattina (sono dovuta tornare a casa tanto era inguardabile la maglia... per fortuna abito vicino)


- la mia collega E si è sbrodolata con la pizza a pranzo ("non mi macchio mai!"... eh, nemmeno io e hai visto la mia maglia stamattina...)


- la mia collega L si è rovesciata addosso lacqua da un vaso appeso fuori dallufficio mentre dopo pranzo si fumava una sigaretta... (nemmeno io mi macchio mai!)


Ora... sono le 2 di pomeriggio... le altre colleghe devono tremare o possiamo considerare chiusa la "fase macchia" affidandoci al motto "non cè 2 senza 3"???


Clienti...


"buongiorno Signora, La chiamo perchè questanno cè un nuovo adempimento da fare entro il 29 aprile e quindi bisogna che mi porti i suoi documenti prima del solito periodo dei redditi..."


E poi spieghi di cosa si tratta...


Risposta: "ECCHEPPALLE SONO STUFA NON E POSSIBILE CHE CI SIANO SEMPRE QUESTE COSE!!!...." e via dicendo...


Una cosa che non sopporterò mai del mio lavoro è il fatto di prendermi spessissimo dai clienti questi "cazziatoni" per adempimenti che NON ho scelto io di istituire.


E non è che i clienti ti facciano una sfuriata verso, che ne so, "quelli del governo" o verso lo stato o chi per loro...


No no! Loro si incazzano con noi, come se fossimo noi causa di tutti i mali.


Sarebbe un po come se io mi incazzassi con il medico perchè mi sono presa un raffreddore... che colpa ne ha il medico?


martedì 22 aprile 2008

Indovinate?


Il cielo è grigio!


Il vento ammetto che è un po meno invadente dei giorni scorsi, ma di solito a questora è sempre più calmo.


E le promesse per la prima metà della giornata sono


 



 e per la seconda metà


 



(iconcine prese in prestito dalle previsioni odierne di www.meteoromagna.com).


Posso già dire che per la prima metà non sono giuste, almeno per il sole: si è visto dalle 7 meno 10 alle 7, poi è stato coperto... liconcina ti promette molto più sole... vedremo...


Insomma, unaltra giornata di aprile allinsegna della pioggia e del tempo uggioso...


cominceremo ad ammuffire tutti?


domenica 20 aprile 2008

Gli Uccelli


Avete presente il film di Hitchock? Quello in cui i protagonisti si trovano minacciati da un esercito di uccelli che dapprima li guardavano minacciosi e poi si avventavano sugli umani per ucciderli?


Beh, oggi ho avuto il ... piacere di sentire sguardi minacciosi di uccelli su di me!


E tutta colpa mia, lo so: qualche settimana fa una torta mi è venuta non molto bene e ho preferito devolverla agli uccelli della zona che non mangiarmela io. Così tengo un sottovaso sul balcone ben fornito di torta sbriciolata. E sembra che i pennuti della zona apprezzino oltre modo.


Solo che loro sono abituati tranquillamente alla mia assenza: non ci sono mai! E non credo che loro sappiano cosa sia la domenica, tanto meno se ne fregano del dettaglio "domenica di sole=domenica di bucato" in casa meg.


Così, quando sono uscita con la mia baccinella piena di panni da stendere ho "disturbato" il pasto di almeno 2 merli, i quali sono volati via subito e si sono messi sul tetto di fianco a casa a guardarmi storti.


E non erano i soli, almeno un altro merlo mi guardava malamente dai cavi elettrici della ferrovia...


Insomma, ero ospite non gradita sul mio stesso balcone!


E così ho pensato a Gli Uccelli... grazie al cielo, i merli sanno aspettare e non si sono spazientiti con me.


p.s. è stato divertente anche vedere Merlino, seduto comodamente in poltrona con la testa sul bracciolo fare i soliti strani miagolii da caccia mentre guardava la schiena di una merla che stava pasteggiando. Ovviamente Merlino non aveva nessuna intenzione di cacciare, ma agli istinti bisgona dare ascolto, no?


sabato 19 aprile 2008

Interno notte


Ore 01.58 di questa notte: io sto dormendo dalla grossa. La stanchezza dopo una giornata intensissima a livello lavorativo e le sole 4 ore di sonno della notte precedente è ovviamente tanta.


Improvvisamente vengo svegliata da un fortissimo rumore, sembra unesplosione. Ma che? Mi metto a sedere sul letto un po confusa.


Cè da dire che tanti anni fa fui svegliata in una situazione simile: un centro commerciale non distante da casa esplose per un incendio...


Il rumore successivo arriva dalla gattaiola e dopo poco mi raggiunge la Birba con un suo Meww di commento. E le chiedo: "Che succede Birba?". Ma lei non mi risponde, si vede che nel Meww mi aveva già spiegato tutto e io che ancora oggi non capisco il felinese!!!!


Comunque dopo un attimo mi si è svelato il mistero: un lampo e poi un altro supertuono. Cè un temporale di quelli davvero fatti bene.


Mi giro e in effetti realizzo che Merlino è già nascosto chissà dove.


Vabbè, visto che sono sveglia un passaggio al bagno si può fare. E intanto sento Birba che improvvisa un po di corse sfrenate per lappartamento.


Chissà comè, ma qui funziona così: Merlino va in panico e si nasconde mentre Birba ed io ci svegliamo e siamo più attive che mai...


Mi rimetto a nanna e quando passano questi tuoni che fanno vibrare tutto tanto sono forti mi riaddormento.


Verso mattina mi sveglio e realizzo che tutto è passato: Merlino si è fatto forza ed è venuto a dormire attaccato a me come fa spesso per farsi consolare del pericolo scampato... povero piccolo gattone enorme, nero eppure così fifone!


venerdì 18 aprile 2008

Serata "solodonne"


Non perchè si fosse deciso così, semplicemente perchè tra tutte le persone a cui era stato detto di questa cena alla fine eravamo solo noi tre: io, lamica e la mia mamma.


E così ne è venuta fuori una serata tutta donne bellissima!


Prima di tutto perchè la cena meritava: tutto a base di asparagi, 6 portate una meglio dellaltra, vino buono, sapori nuovi (mai mangiato prima di ieri asparagi crudi e asparagi nel dolce) e prezzo giusto.


E poi per la "gita in auto" nella notte di un aprile piovoso come questo. Il ristorante è un po distante, ci vuole più di unora per raggiungere Cesena, superarla, arrampicarsi per i colli e imbroccare lo stradello ripido ripido (da prima perchè la seconda non ce la fa) e entrare nel parcheggio dellOsteria dei Frati che è la nostra meta.


La superstrada E45 fa semplicemente schifo e ultimamente ho imparato ad evitarla perchè tra buche, asfalto sbricciolato, laghi di acqua che ti fanno rischiare un volo nel vuoto qualcosa come 3 volte al chilometro... ho deciso che il caro vecchio Dismano mi può portare a Cesena con più tranquillità, forse non si faranno i 90 km orari, ma almeno ci arrivo intera e con lauto in condizioni normali.


Purtroppo quando si viaggia nelle strade secondarie si deve accettare anche il traffico secondario: un bel vecchio camper targato MI ma con un bel RA sulla carrozzeria a indicare un qualche passaggio di proprietà che ti fa i 50 orari anche dove i 90 sono consentiti, è abbastanza largo da non farti vedere niente davanti a te così che, la poca visibilità aggiunta alla tua pressochè ignoranza della strada (fatta una sola volta prima di ieri) ti fa rimanere calma calma dietro al piccolo mostro in attesa che si accenda il lampeggiante che dichiara lintenzione di abbandonarti.


E intanto in auto cominciamo a fare incitamento subliminale "dai... è tanto che sei in giro... fermati per una pipì!" - "su! questa stradina che va a Campiano ispira proprio... dai che abiti lì, gira... gira a destra..." - "wow! laeroporto di Pisignano! vai a vederlo! gira a sinistra!!!"


Alla fine ci accontenta e prende la direzione "Forlimpopoli" (paese che detto in dialetto è molto molto più bello perchè suona Frampùl!) e così possiamo aumentare di qualche km orario landatura...


Il problema è il ritorno: mi trovo lunica strada da me conosciuta per uscire da Roncofreddo per andare a Cesena chiusa per lavori... risultato: un fantastico giro panoramico (di notte è moooolto interessante: luci e nero) per la Romagna Cesenate e Riminese alla ricerca di un modo per ritrovare la nostra strada... ci ricordiamo Sogliano (porca... se prendevamo per Savignano saremmo andate meglio!), Vignola (ma non è in provincia di Modena???), Ciola, Santarcangelo (come cavolo siamo arrivate fino a qui?), Budrio (e questo non è vicino a Bologna) e poi finalmente Cesena e la via conosciuta per arrivare a casa...


Divertimento massimo - oltre agli accidenti mandati a chi ha deciso che se sei in mezzo al niente collinare non ti serve sapere come raggiungere la cittadina più prossima, ma solamente quale sarà il nome del prossimo paesuzzo sperduto che inconterrai se giri a destra o a sinistra - i classici avvistamenti notturni.


Io sono di quelle persone che spera sempre di non mettere mai sotto nessun animale perchè poi se ne fa un cruccio - inutile, lo so, ma lì per lì ci rimango troppo male.


Davanti a me una lepre decide di attraversare: ho tutto il tempo per rallentare, ma lei è decisa ad accompagnarci per un po. Si mette sul lato sinistro della carreggiata e corre, corre, corre. Provo a convincerla a lasciare la strada con gli abbaglianti, ma niente. E intanto noi ce la guardiamo mentre lei va avanti. Quando trova la traversa che cercava, la sig.ra Lepre ci lascia e noi continuiamo la strada.


Al nostro attivo nel carnet degli avvistamenti, dopo la lepre, si sono sommati: un gattino grigio (Leila! sembri proprio tu!), il sedere di un capriolo (il resto era già nel folto della vegetazione), un numero imprecisato di rospi (abbiamo deciso che gli avvistamenti di rospi vivi vale più punti di quelli già spiaccicati), ancora più chiocciole che si dilettavano ad attraversare lasfalto bagnato (siamo convinte che rospi e chiocciole fossero gli unici felici di quel tempo umido!!), un porcospino ormai arrivato alla fine della strada (sbrigati che dietro di noi cè un camion!), un pastore tedesco (quanti pastori tedeschi devo vedere per raggiungere il punteggio del vostro sedere di capriolo?) e tanti tanti cadaveri di varie origini.


Arrivo a casa alle 2 di notte... ho steso i panni che avevo messo in lavatrice la mattina e poi a nanna - sono le 2 e mezza... se mi impegno 4 ore riesco ancora a dormirle!


Ma è stata una serata di quelle divertentissime, alla faccia dei navigatori satellitari che ci avrebbero portate subito a casa senza divertimento!!


mercoledì 16 aprile 2008

Toto gatto


Lunedì dal veterinario:


Merlino da un po di tempo ha qualche nodo nel pelo sulla schiena e non si riesce a toglierglieli con le buone. Ho provato con le forbici, ma il gattone, con molta classe mi ha appoggiato una zampa sul petto, facendomi le fusa, ma indicandomi chiaramente i denti come ultima spiaggia. Della serie "sarai anche unumana che adoro, ma non esagerare, grazie".


E così, via dal veterinario per farsi aiutare. Saranno 3 anni che per una ragione o per laltra il micione non si fa un giro in auto. Questo anche grazie alla sua amica-quasi-vet (allepoca quasi-vet) di fiducia che la vaccinazione glielha fatta a casa lestate scorsa.


Il mio pensiero principe era: porca pupazza! Gatto + trasportino... chi ce la fa a sollevarli?? Ed in effetti ho avuto il mio bel daffare a scendere le scale con questa zavorra incredibile...


Appena si mette il naso fuori casa, lui, che è un gatto mooooltissimo casalingo (per forza o per amore) è partito con una bella serie di ulumiagolii a chiarire a tutta la strada che la cosa non era di suo gradimento.


Ricordo bene i viaggi in auto con Merlino a piangere per tutto il tempo in modo da farmi saltare i nervi. Ma questo era allepoca della Miciona. Eh, si, la mia teoria si rafforza di anno in anno: era lei che istruiva gli altri felini sul "mal dauto"!! A 3 anni dalla sua (purtroppo) scomparsa, piano piano tutti i felini di casa stanno scendendo a patti con i viaggi in auto e quasi non si lamentano più...


Infatti Merlino alla seconda curva decide che non serve piangere, si accoccola ben bene e guarda fuori dal finestrino. Ogni tanto dice un Miao, ma non è isterico.


Dal vet è un attimo. Il gattone è il classico peso morto da gatto-atterrito-portami-via-di-qui... ed un peso morto bello PESO!


Macchinetta elettrica e i nodi se ne vanno in due nanosecondi. Ora Merlino ha una bella pezza quadrata sulla schiena. E ridicolo, ma meglio così di prima.


Prima di uscire il vet ed io facciamo il Toto Gatto: quanto pesa Merlino? Abbiamo pareggiato: lui diceva 9 kg, io 9.5... La bilancia 9.25


E checcavoli che il trasportino pesaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa


lunedì 14 aprile 2008

Cambio armadi


La mattinata di ieri lho passata con il naso dentro ad una metà del mio armadio. Comincia ad essere quella stagione dellanno in cui si devono cambiare gli abiti per la stagione in arrivo.


Questanno ho deciso di passare in rassegna il vestiario in modo più selettivo del solito. Il mio armadio, oltre ad essere nel solito disordine che riesco a creare in una stagione, risente dei cambi armadio veloci fatti negli ultimi tempi (almeno 2 anni) perchè quando arrivava il momento ero impegnatissima in mille cose tra lavoro e altro e così finiva sempre che mi limitavo a tirare fuori il nuovo e cacciare il vecchio alla "comecapita" via nelle scatole.


Ci sono cose che sono anni che non porto, non perchè non mi vadano di taglia, ma semplicemente perchè non mi ci trovo a mio agio, o per altre ragioni che, quali esse siano, non mi faranno mai piacere quel determinato capo. Poi ci sono quelle cose che sono troppo usurate per portarle fuori casa, ma in casa finisce sempre che indosso le stesse cose comode e quelle là non me le metterei mai...


Armata di sportona di carta ho aperto larmadio dalla parte delle grucce e, partendo dal piano basso a sinistra, ho affrontato ogni capo appeso, scegliendo cosa buttare via perchè oramai importabile, cosa mettere nella sporta di carta per la Croce Rossa, cosa mettere via per la stagione invernale prossima e cosa può rimanere perchè va bene per ogni stagione.


Il primo ragionamento che mi è spuntato in mente dopo un pochino che ero nel lavoro è stato:


"i primi 5 minuti sono stati i migliori per liberarmi delle cose inutili!"


Si, perchè appena apri sei decisa, certa e senza problemi pensi subito "questo non mi serve, quello non lo uso: VIA!" e la sporta per la Croce Rossa vede arrivare i suoi primi candidati.


Ma dopo qualche minuto che sei lì a lavorare, quando ti capita in mano una camicia che non indossi da tempo cominci a pensare "però... darla via? ma... potrebbe sempre tornarmi voglia di indossarla... quando la portavo mi piaceva...".


E magari finisce anche che ti perdi qualche secondo nei ricordi...


Per esempio... dalla parte alta dellarmadio sono spuntate fuori due camicie che mi hanno conosciuta minorenne... due cimeli degli anni 80! Ancora in buono stato, una che non metterei mai perchè non mi vedo più con quei colori (è indescrivibile come fantasia: rimane sul rosa, sono colori molto tenui, ma è talmente... che ne so... è indescrivibile e basta), laltra che tutto sommato cambiandole i bottoni potrei ancora usare.
La camicia riadattabile è volata fuori da casa in mia compagnia, è venuta dalla mia mamma e insieme abbiamo ragionato sul "bottone ideale" per riconvertirla un attimo. E ora è nelle mani materne: la mamma, che ha molto più tempo di me, la porterà a fare una passeggiata in merceria a scegliere il set di bottoni per darle nuova vita.
La camicia-ricordo ma non convertibile... non sono stata capace di buttarla via: lho piegata e la metterò da qualche parte in una scatola. A volte dai ricordi non puoi separarti. Siano pur essi ricordi del tipo banale come "è tanto che ce lho e ai tempi mi piaceva molto portarla".


Non so voi, ma a me capita di avere strani rapporti con labbigliamento.


Mi capita di trovare un capo di abbigliamento con cui mi sento a mio agio e non me ne separerei mai, nemmeno quando comincia a sformarsi, mostra buchetti e non è più il capo di una volta. Ad esempio la casacca di felpa della tuta da ginnastica con il cappuccio che è la mia "casacca delle malattie": la indosso sempre quando sto male, sotto di essa indossoa cose calde tanto è larga, mi nascondo sotto il cappuccio, caccio le mani nelle tasche che hanno già qualche buchetto, e poi mi lascio prendere dal decorso dalla malattia: è un po la mia copertina di Linus. Dopo moltissimi anni di onorato servizio comincia a mostrare il fianco... ma io faccio finta di non vedere e continuo a lavarla e indossarla quando sto male o nelle serate fredde di tutti gli inverni...


Oppure mi capita di comprare un capo che mi piace tantisismo, ma di litigarci sempre: tipo che ogni volta che lo indosso immancabilmente mi macchio. Oppure si scuce sempre in un posto diverso, o perde i bottoni, o altre robe antipatiche che alla fine ti fanno odiare il capo: ma è nuovo... usato pochissimo... meglio tenerlo lì, non si sa mai... prima o poi faremo la pace...


Per fortuna sono riuscita a liberarmi comunque di molte cose che davvero erano anni che stavano lì a non fare niente. Come alcune camicie da uomo che mia madre, disperata, mi aveva passato togliendole dagli armadi di mio fratello: "sono nuove, lui si rifiuta di portarle, magari tu per casa puoi metterle. Mi scoccia buttarle!". Io poi le ho portate pochissimo perchè non mi ci trovavo comoda... nelle sporte della Croce Rossa possono diventare utili a chi può davvero aver bisogno di una camicia...


Il dramma maggiore sarà il prossimo week-end quando affronterò laltra parte dellarmadio: le scatole con magliette, pantaloni e simili. Lì la componente ricordo è molto più forte.


giovedì 10 aprile 2008

Contraddizioni


Non lho mai considerato un cantante, perchè stiracchia metrica e parole a suo piacimento, perchè non è nemmeno tanto intonato, perchè ha seri difetti di pronuncia che mi fanno sorridere (e questo in quanto anche io ho la mia dose di difetti di pronuncia, quindi sorrido per solidarietà) ma non fanno benissimo alle canzoni, perchè non riuscirò mai a sopportare i difetti grammaticali o le forzature linguistiche nei testi delle canzoni e ... in fondo .. anche perchè non mi dimenticherò mai le sue origini canore...


eppure... eppure nel suo essere spesso sgrammaticato, nel suo completo disprezzo della metrica, nella sua mancanza di melodia vocale... devo dire che le parole che tira fuori sanno essere anche romantiche... e non sono completamente da buttare.


Perchè, diciamocelo, ogni donna amerebbe sapere di essere "sostanza dei giorni e dei sogni" del suo uomo, no?


A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...


martedì 8 aprile 2008

A cena con le amiche di mia madre


"e tu, meg? sicuramente abitando sopra casa dei tuoi sarai sempre lì da loro! Chissà quanti pasti ti porti di sopra già fatti, vero?"


"veramente no. tranne quando loro insistono a darmi qualcosa io non scrocco mai nulla."


"??? davvero???"


Mia madre presente allo scambio di battute conferma la mia versione.


Dico io, ma sembra una cosa così strana? Non basta che già stia scroccando labitazione, visto che non pago laffitto a mia madre?


Sarà che i loro figli scroccano cene e cene da loro? So che sono tutte nonne che fanno le baby sitters, oppure che vanno a casa dei figli a mettere in ordine e via dicendo. E va bene così, ognuno si crea il rapporto madre-figlio (o padre-figlio) che pare giusto a loro.


Non so... io mi sento già in debito così: a dovere ai miei genitori la possibilità di avere un nido tutto mio che non potrei permettermi se non grazie al fatto che loro me lo passano gratuitamente.


Finito questo, ci tengo a pagarmi le bollette, il cibo, il vestiario e tutto il resto della mia vita.


Certo, a volte faccio fatica ad arrivare a fine mese: quando arrivano quei mesi in cui si concentrano assicurazioni, bolli auto, regali di compleanno un po più sostanziosi..., ma mi rifiuto di chiedere loro aiuto, per una questione di principio... mi ritengo già fortunata così come sono.


sabato 5 aprile 2008

Cultura!


Ebbene si, ogni tanto ci vuole! E sembra che questo week-end sia nato proprio allinsegna di un po di cultura da instillare dentro di me.


Ieri sera sono stata a visitare la mostra Otium, una mostra molto interessante dedicata allarte del "vivere in villa" dei Romani. La mostra ci è stata presentata da una persona di grande cultura e che amo sempre sentire parlare: uno di quei personaggi che sa le cose a fondo, ne conosce ogni aspetto ed è capace di parlarne in modo serio, ma senza farti sentire completamente ignorante, perchè te le spiega bene e con parole non impossibili. Certo che ogni tanto mi sentivo marziana: per lui è normale parlare di Epicuro, Ovidio, Virgilio, Plinio il Giovane e tutti questi cari signori qui come se tutti noi fossimo perfettamente a conoscenza del loro pensiero, della loro vita e se li avessimo pure conosciuti di persona, tanto sono familiari nel suo modo di esprimersi. Grazie al cielo, anche se esordiva con un "come ben sappiamo, quando Plinio il Giovane scrive..." almeno dopo ce lo diceva cosa scriveva, così effettivamente lo sappiamo anche noi ora . Tenete presente che lassociazione che ha organizzato la visita alla mostra è nata dagli ex studenti di ragioneria, non del classico : noi la cultura classica non è che labbiamo nel sangue... ce la dobbiamo procurare più che altro da soli.


A chi passa per Ravenna consiglio di fare un salto a questa mostra perchè merita: è spiegata bene e ci sono alcuni pezzi davvero spettacolari.


Ho deciso che la Barbie è una bambola davvero brutta paragonata alla bambola in legno tutta snodata, con mani e piedi perfettamente sagomati, con pure tutti i dettagli anatomici di altro tipo dove devono essere; fianchi belli larghi ed unespressione del volto deliziosa...


Oggi e domani, invece, sono le giornate del FAI. In moltissime città italiane sono aperti monumenti e luoghi che difficilmente si possono visitare durante lanno e il tutto è assolutamente gratuito. Mi piace molto questa iniziativa che si fa almeno una volta lanno e che mi permette di vedere piccoli tesori non visitabili della mia città e dei dintorni.


Ed io ho scelto di andare a visitare la stamperia Pascucci, la più vecchia stamperia romagnola ancora in funzione, a Gambettola.


Primo dettaglio: andare a Gambettola, piccola cittadina, o forse è meglio dire un grande paese, poco distante da Cesena. Non ci sono mai andata.


Io sono una che NON TOLLERA i navigatori satellitari. Il mio massimo è la Google map! E così ci facciamo la nostra bella mappa con google, la mettiamo dentro il nostro atlante stradale dellACI (sempre lui da venti anni... sempre affidabile, tranne che per le poche nuove strade). E via, partiamo.


Il mio naso e il mio orientamento sono stati sufficienti a trovare la strada nonostante il percorso di Google non fosse per niente chiaro (santa pazienza! ti danno le indicazioni per girare in Via Pinco Pallino, ma se la via non ha il nome, tu come la trovi???). E così siamo arrivate tranquillamente gironzolando per la campagna, evitando le strade principali e godendoci una stupenda giornata di primavera con i suoi colori al meglio.


La stamperia ci è stata presentata da due ragazzine della scuola media che per loccasione fanno da ciceroni. Le stampe romagnole su tela sono un piccolo retaggio del nostro passato contadino che io apprezzo tantissimo. Sia nella versione classica, con i colori ruggine e blu principalmente, sia nelle versioni moderne che hanno portato innovazioni nei colori e nelle tecniche, ma sono rimaste fedeli alla lavorazione artigianale assolutamente fatta a mano.


Mi sono comprata due pezzi molto carini, un arazzo e un piccolo centrino che però penso di mettere sotto cornice perchè usarlo per appoggiarci cose sopra mi farebbe tristezza.


Le foto non sono un granchè: la luce non è il massimo stasera perchè si sta annuvolando fuori.




venerdì 4 aprile 2008

40 Anni...

« [...] Let us not wallow in the valley of despair, I say to you today, my friends, so even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream. It is a dream deeply rooted in the American dream.

I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal".

I have a dream that one day on the red hills of Georgia, the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood.

I have a dream that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice.

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.

I have a dream today!

I have a dream that one day, down in Alabama, with its vicious racists, with its governor having his lips dripping with the words of "interposition" and "nullification" - one day right there in Alabama little black boys and black girls will be able to join hands with little white boys and white girls as sisters and brothers.

I have a dream today!

I have a dream that one day every valley shall be exalted, and every hill and mountain shall be made low, the rough places will be made plain, and the crooked places will be made straight; "and the glory of the Lord shall be revealed and all flesh shall see it together". [...] »


E per chi non è abituato allinglese, ecco la traduzione:



« [...] Oggi vi dico, amici, non indugiamo nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà delloggi e di domani, ho ancora un sogno. È un sogno fortemente radicato nel sogno americano.

Ho un sogno, che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali".

Ho un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi proprietari di schiavi riusciranno a sedersi insieme al tavolo della fratellanza.

Ho un sogno, che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno stato che soffoca per l’afa dell’ingiustizia, che soffoca per l’afa dell’oppressione, sia trasformato in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non siano giudicati in base al colore della loro pelle, ma in base al contenuto del loro carattere.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno, che un giorno, giù in Alabama, con i suoi razzisti immorali, con il suo governatore le cui labbra gocciolano delle parole "interposizione" e "nullificazione" - un giorno proprio là in Alabama bambini neri e bambine nere possano prendersi per mano con bambini bianchi e bambine bianche come sorelle e fratelli.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno, che un giorno ogni valle sia colmata, e ogni monte e colle siano abbassati, i luoghi tortuosi vengano resi piani e i luoghi curvi raddrizzati. "Allora la gloria del Signore sarà rivelata ed ogni carne la vedrà" [...] »

(testo e traduzione tratti da Wikipedia)


Questo è un post che farei tutto a citazioni:


"Early morning, April four Shot rings out in the Memphis sky"

(U2, Pride in the name of Love)


Sono passati 40 anni, quando spararono al reverendo King... io non ero ancora nata, ma sicuramente a lui si è dovuto tantissimo e tutti noi ancora possiamo imparare molto dal suo modo di affrontare cose gravissime come il razzismo e le ingiustizie umane...


mercoledì 2 aprile 2008

Alvaro


Più o meno in questa stessa stagione, nel lontano 1996, quando ancora abitavo a casa dei miei e quando ancor di più "ancora" avevo il mio appartamento da studentessa a Bologna, in una mattina di primavera mi svegliai con unidea balzana in testa: "oggi andrò a comprarmi una cavia e la chiamerò Alvaro!".


Ora, non ricordavo assolutamente il sogno fatto, non avevo mai avuto prima di allora unidea simile, né avevamo mai avuto cavie in casa, qualche criceto si, cani, gatti, ma non cavie... Non so come mai il pensiero si fosse formato nel mio cervello, ma avevo le idee precisissime: cavia maschio, pelliccia tricolore, musetto simpatico, nome Alvaro.


Così seriamente intenzionata a dare un risultato al mio pensiero presveglia uscii di casa, mi avviai al negozio di animali e rimasi di sasso quando mi dissero "non abbiamo cavie!".


Però quel giorno incontrai un piccolo coniglietto nero con gli occhi umidi e teneri e Peter venne a casa con me. Felicissima del mio nuovo amichetto peloso che per qualche mese fu la favola della linea ferroviaria Ravenna- Bologna perchè viaggiava clandestinamente (senza pagare il biglietto) standosene comodissimamente in grembo a prendersi unora/unora e mezza di coccole in barba ai controllori che non se ne accorgevano.


Nonostante Peter, la delusione per il mancato "reperimento" della cavia Alvaro mi aveva lasciato un po di amaro in bocca. Ancora oggi ogni tanto penso alla cavia Alvaro, ma dopo Peter (e dopo Benjamin, ma questa è unaltra storia) ho seriamente maturato in me la convinzione che non comprerò mai più una vita e in particolare che non avrò mai più animali costretti a vivere in gabbia: è una cosa orribile spendere denaro per un essere vivente quando tanti piccoli animali vivono nei canili e nei gattili; inoltre è tristissimo far vivere nelle gabbie queste creature: certo in casa non potrebbero facilmente integrarsi come riescono cani e gatti (i conigli ci provano, ma il loro amore per i cavi elettrici, i tessuti di ogni genere e le saporitissime coste di libri o zampe di mobili non li rende proprio proprio animali perfetti per gironzolare per casa).


Però oggi è accaduto! Oggi ho incontrato Alvaro!!! E lho comprato!!!! Si, ho speso denari per una cavia di nome Alvaro. Ma il mio credo "no vita per denaro e no animali in gabbia è salvo"!!!!


Si, Alvaro starà libero per casa, potrà andare dove vorrà. E soprattutto non ho speso soldi per un essere vivente.


Vi presento Alvaro:



Lunica cosa strana di Alvaro è che bisogna fargli le coccole dal sedere verso la testa: sarà una disfunzione "congenita", ma chi lha... creato lo ha creato così.


E vi posso assicurare che sta già facendo amicizia con gli altri coinquillini (Merlino è momentaneamente... assente: deve essere nascosto perchè qui è in arrivo un qualcosa di simile allapocalisse visto il vento e il colore che sta prendendo via via il cielo):



Per la cronaca, Alvaro è arrivato in casa in compagnia di un secondo Drake, così finalmente Birba e Merlino sul lettone avranno entrambi un drago-letto-cuccia e non dovrò più sopportare litigi notturni per chi vince il pisolo abbracciati al drago


Il tutto è di provenienza Ikea


martedì 1 aprile 2008

Teoria in evoluzione e verifica


Se prendo il caffè dopo le 17 in ufficio, la notte fatico ad addormentarmi.


Se prendo il caffè a mezzanotte in compagnia di amici, poi dormo che è un piacere...


Decisamente il problema non è il caffè