giovedì 24 maggio 2012

scrittura familiare...

Sono reduce dalla lettura di un libro che non mi è piaciuto. La delusione è doppia, perché è di un’autrice che amo molto e lo avevo comprato proprio perché lei è sempre stata una certezza di buona lettura fino ad oggi. Certo, è il primo libro che scrisse a circa 20-23 anni, quindi ci sta anche che non sia perfetto. Ma la fregatura è che l’argomento era “vampiri” ed i vampiri ed io non quagliamo per niente. Non mi piacciono, non mi ci appassiono, anzi, non li posso proprio soffrire… quindi sommando una delusione sullo stile alla delusione sul tema… ne sono uscita con tanta voglia di riscatto, voglia di prendere in mano qualcosa di certo, qualcosa che non mi deluderà.


Classica conseguenza, quindi, il rituffarmi in un libro noto, già letto. E la scelta è stata in qualche modo… come dire? … determinata dal fato, dal destino, dal caso… mah! In pratica domenica, complice la scossa di terremoto che ha svegliato mezza Italia nel cuore della notte, si è finito per parlare di profezie Maya e di fine del mondo. E la mia replica è stata “tranquilli, la fine del mondo sarà di sabato – così come predetto da Agnes Nutter. Oggi è domenica, quindi non ci sono pericoli!”.


Ecco, Buona Apocalisse a Tutti è saltato di nuovo fuori dalla libreria ed è atterrato sul tavolo in cucina. E per me sopra brillava un “post-it” immaginario che recitava così “appena finisco sta lagna sui vampiri, mi rileggo questo per rifarmi!”. Detto fatto! Per una volta chiudere l’ultima pagina di un libro deludente è stato un momento “bello” perché già mi pregustavo ciò che sarebbe venuto dopo.


E la sensazione davvero piacevole è stata il rileggere uno stile che davvero amo, un modo di esprimersi che mi piace al punto da paragonarlo subito mentalmente al gusto di indossare un maglione comodo in una giornata freddina. Come sentirmi a casa.


Ma soprattutto sono di nuovo dentro al puro stile dissacrante di Pratchett con il tocco gotico di Gaiman. Adesso chissà, finirà mica come l’anno scorso che dopo un libro che mi ha lasciato addosso una desolazione impressionante, per rimediare ho letto Pratchett per 4 mesi???


 

sabato 19 maggio 2012

Resistente ai cambiamenti

... almeno ad alcuni!


Ad esempio ai cambi di nome del supermercato sotto casa... per me è ancora Standa, anche se saranno stati più di 10 anni che aveva cambiato nome in Billa...


e ora che da una settimana si chiama Conad, secondo voi per me come si chiama? STANDA! Ce la farò, dai, ad abituarmi 


comunque oggi ci sono tornata per la prima volta dalla chiusura avvenuta circa 15 giorni fa. si, ci sono dei cambiamenti, ma è sempre lo stesso supermercato di prima, anche le facce sono già note, pur se ora hanno una divisa diversa... insomma, tutto trama affinché io possa continuare a pensarlo con il vecchio nome.


piccola novità positiva: questa volta nel parcheggio sono state cancellate le strisce vecchie prima di fare le nuove, così ora non c'è scelta, si può parcheggiare usando solo un tipo di righe e non si ha più l'opzione A o l'opzione B, che creava una certa anarchia.