mercoledì 30 gennaio 2013

In cucina... e la ricerca degli ingredienti

Ci sono ricerche che sembrano ridicole... tipo quella dell'ingrediente X per la ricetta appena letta e che ti incuriosisce tanto.


Ci sono volte che è proprio un ingrediente astruso, di cui non hai mai sentito parlare e che non sai nemmeno dove andare a cercarlo... di regola prendo la ricetta e cerco di dimenticarla! Tanto... 


Ma poi c'è la ricetta "facile", quella che leggi e dici "bella! la posso fare anche domani! tanto basta che prenda questo, quello e quell'altro!"


Poi vai al supermercato... scegli la corsia giusta, ti metti lì e... eccheccavoliperò! Ma non ne va bene uno!


Nello specifico, questa settimana l'ingrediente X è CORN FLAKES, ma non da usare in un dolce, bensì per un impanare una bistecca di manzo...


Quindi... mi servono corn flakes senza zucchero, ovvio!


Peccato che... per quanto i corn flakes siano la "colazione dietetica per eccellenza"... tutti, dico tutti contengano zucchero! 


Non è la prima volta che mi viene da innervosirmi leggendo gli ingredienti di un alimento... con lo zucchero ho già discusso quando l'ho trovato come ingrediente del salmone affumicato. Ma come? se la fumicagione è un metodo per conservare il salmone... perché devo trovarci anche lo zucchero??


Avete mai letto gli ingredienti di un salame?? Ci saranno almeno 4 tipi di conservanti: nitriti, nitrati, zucchero, destrosio. Ah, poi c'è il sale! quindi... 5!!!! 


E' questo ciò che stiamo mangiando ed è una vera tristezza!


Alla fine i corn flakes senza zucchero li ho trovati... al supermercato biologico. 


Sarebbe bello poter mangiare sano sempre... quando posso cerco di farmi le cose da sole, ma ci sono prodotti che non si possono fare in casa o che io non sono in grado di farmi... e comprarli sempre al supermercato biologico è un po' fuori target per me...


Vabbè, ogni tanto si può fare.


E soprattutto si può leggere il più spesso possibile le etichette. Almeno per sapere ciò che stiamo mangiando. Io ho iniziato 13 anni fa a leggerle e ci sono incredibili sorprese...

martedì 22 gennaio 2013

una single in cucina - il polpettone

il week-end appena trascorso non è stato dei più entusiasmanti... o meglio, ci sono state belle cose, come la conferenza organizzata dalla mia associazione sabato sera che è stata davvero interessante. ma ci sono stati anche momenti lunghi rannicchiata sotto le coperte con crampi noiosissimi (più che dolorosi), in attesa che l'antidolorifico facesse effetto... ho passato così buona parte delle ore del sabato pomeriggio e metà domenica.


il che ha frustrato non poco ogni mia velleità organizzativa! avevo in programma di fare non tantissimo, ma diverse cosette essenziali. come archiviare il Natale definitivamente (e invece no, ho messo via qualche cosa, ma ci sono ancora molti oggetti che ruzzolano per la sala in attesa di destinazione per i prossimi 11 mesi), finire un ricamo (che forse sarà finito stasera, lo spero vivamente, perché è un impegno preso con altre persone) e darmi alla cucina decentemente.


ho due o tre ricette che voglio provare che "galleggiano" nella mia mente in attesa di sperimentazione. ma solo una ha visto la luce domenica, il polpettone con la mortadella.


è una ricetta che ho trovato in una rivista di cucina acquistata attorno a Capodanno e che da allora sfoglio a ripetizione per cercare ispirazioni. ho scelto questa per varie ragioni:


- ma quanto sono buoni i polpettoni?? mi piacciono da morire ed è una di quelle cose che in casa non faccio molto spesso, perché tutto sommato sono un pochino laboriose, oltre che contenere tanti ingredienti che magari è meglio non associare insieme (carne, latte, uova, cereali... cosa non contiene un polpettone?? forse la frutta... )


- ho giusto giusto in casa un po' di pane secco da grattuggiare... il parmigiano lo avevo acquistato per le feste e (stranamente) la fetta è ancora confezionata in frigorifero... insomma, degli ingredienti richiesti mancavano solo la mortadella e il prezzemolo.


- ADORO mettere le mani negli impasti dei polpettoni e impastarli! danno sempre una sensazione mista tra disgusto e goduria  (anche se in questo caso non è la stessa cosa dei polpettoni tradizionali che hanno il macinato di carne)


E così mi sono messa all'opera, tritando panini secchi tenuti in disparte per il classico "non si sa mai, può servire" che ultimamente si trasformava in una ripassata dei vari sportelli dei mobili della cucina alla ricerca dei sacchetti di pane vecchio per buttarli via una volta per tutte, tanto il "non si sa mai" non era mai arrivato in mesi e mesi. Finalmente domenica è arrivato!!  Odio buttare via le cose, ma a volte non se ne può fare a meno. E quando invece riesco a riutilizzarle, mi sento davvero soddisfatta!


Il risultato è stato un ottimo polpettone, saporito e insolito per i miei gusti casalinghi e sicuramente salverò la ricetta per rifarla in futuro.  






Le altre ricette che volevo provare, per ora sono nel limbo, ma chissà, magari durante la settimana...


 

mercoledì 16 gennaio 2013

Single ai fornelli

Vivere da soli ha tanti vantaggi, ma anche una bella serie di fregature e questo in generale...


Un aspetto che può essere un vantaggio e al tempo stesso uno svantaggio è la questione culinaria.
Sei da sola e non devi tener conto delle voglie di nessun altro.
Non hai orari se non il tuo: puoi tardare o mangiare prestissimo.
Se il lavandino è stracarico di piatti da lavare, nessuno si lamenterà... salvo poi doversi sempre e comunque rimboccare le maniche e darci dentro a rendere presentabile la cucina dopo giorni di passaggi molto rapidi e sempre significativi in termini di piatti sporchi... insomma, puoi lasciare tutto lì, tanto lo sai che toccherà a te!
 


La cosa più negativa è che ci si lascia facilmente prendere dalla routine, dal "minimo indispensabile", dal "non ho tempo" e dopo un po' realizzi che vivi mangiando sempre le stesse 4 verdure che ruotano di stagione in stagione, la carne è comprata già tagliata, possibilmente anche già preparata, di quelle che "basta scaldarle 5 minuti" ed è pronta, la pasta finisce per essere condita con un sugo pronto 9 volte su 10...


Insomma, piano piano, anche se cucinare ti piace, finisci per "imbarbarirti" e la tua dispensa sembra lo scaffale e il frigo il bancone dei freschi del supermercato dove ti rifornisci più spesso...


Eppure... eppure cucinare mi piace! Ma il 99% delle volte finisco per pensare a qualcosa da preparare il più in fretta possibile per dare soddisfazione allo stomaco che reclama e sbrigare la faccenda senza eccessivi spignattamenti.


Ma così non è molto bello. Soprattutto è - alla fine - una mancanza di riguardo a me stessa, perchè se mi riempio di libri e riviste culinarie ci sarà una ragione. CUCINARE MI PIACE!
Negli ultimi anni, salvo qualche raro esploit, il mio piacere di pastrocchiare in cucina si è sempre esaurito sotto le festività natalizie in una bella e abbondante produzione di biscotit da regalare ad amici e parenti...
Il resto dell'anno poca roba, il tutto "peggiorato" dal fatto che lavorando quasi sempre fino a tardi, ormai organizzo davero pochissime cene con ospiti in casa. Si fa ben prima ad andare tutti fuori a cena!


Ultimamente qualcosa sta cambiando. E cioè... la vena culinaria non si è esaurita con la produzione di biscotti (peraltro quest'anno è stata una produzione esagerata! e graditissima, il che è davvero soddisfacente).


Mi è rimasta la voglia di provare cose nuove, di dilungarmi anche una mezzora in più ai fornelli per produrre una cena un minimo più articolata.


Ed è divertente! E mi piacerebbe mettere in cantiere un "appuntamento" settimanale: una volta alla settimana vorrei sperimentare una nuova ricetta trovata su una rivista o inventata di sana pianta.


L'idea mi è venuta la settimana scorsa, pensando che sarebbe anche carino parlare della cosa qui, sul blog.


Vediamo un po' se è un impegno che riesco a mantenere. Soprattutto se davvero riesco a parlarne qui sul blog ogni volta. Per il momento, in effetti, a livello culinario mi ci sto attenendo abbastanza. Da inizio anno ho provato una nuova ricetta di una torta e per la prima volta ho fatto un "arrosto con patate" con tutti i crismi del caso. E ieri sera, aprendo il frigo e incontrando il radicchio, ho realizzato un ottimo piatto di spaetzle con radicchio, scalogno e pancetta...


Insomma, 3 settimane, 3 ricette nuove. Tutte ben riuscite. E ho già un'idea per la prossima settimana, individuata spulciando per la trecentesima volta una rivista acquistata che non è tanto e considerato anche che forse forse manca solo un ingrediente rispetto ai richiesti e quindi nel week-end si può anche fare...


E c'è dell'altro... ma magari lo svelerò più avanti... per dare tempo alla cosa di strutturarsi un pochino...

lunedì 7 gennaio 2013

C'era una volta...

C'era una volta... questa sera nel bel mezzo del posto della mia città più deputato a parlare di favole, il museo delle bambole (un luogo magico), con alcune signore siamo finite a ricordare i veri finali di alcune delle favole più famose.


...prima che arrivasse la censura, prima che i genitori pensassero che certe fiabe - che raccontate attorno al fuoco dopo cena avevano un certo fascino - scritte su carta sembravano davvero truculente e molto, ma molto prima di Walt Disney e delle sue incredibili dosi di zucchero...


Biancaneve aveva problemi con l'invidia e la cattiveria di sua madre e non di una matrigna (ma il perbenismo ottocentesco decise di trasformare quella mamma carogna in una matrigna invidiosa, cambiando di molto il punto di vista dalla violenza familiare a quella delle famiglie ricostruite e togliendo l'incubo del vincolo di sangue...)


Cenerentola fece uccidere le sue sorellastre (il che, tutto sommato ci stava anche bene...) subito dopo il matrimonio.


La nonna di Cappuccetto Rosso non è mai stata tirata fuori dalla pancia del lupo (mentre il taglialegna arrivava prima che ingoiasse la ragazzina) e qui siamo sul realistico: quale lupo ingoia il cibo senza sbranarlo? e che nonna avrebbe avuto Cappuccetto se dal pancione del lupo avessero tirato fuori quel che c'era??


Insomma, le fiabe di una volta, quelle che si raccontavano "a trebbo", quando cioè nelle serate invernali ci si trovava dopo cena attorno al fuoco oppure nella stalla, perché lì il calore era decisamente più forte e più economico e partivano i racconti, appunto le fiabe, spesso simili in vastissime parti del mondo... mica erano favolette per far addormentare i bambini! erano racconti per adulti, per tutti. 


E come oggi la gente fa la fila per un horror o adora quei film che ti fanno salire il brivido su per la schiena, anche le favole avevano un bel senso del dramma, della cattiveria, del proibito.


In fondo, le fiabe altro non sono che le figlie dei racconti mitologici e, per Diana! se non ci sono accadimenti truculenti e incestuosi nell'Olimpo o nel Walhalla... dove le vogliamo trovare? 


Ma qualcuno ad un certo punto decise che dovessero essere racconti della buonanotte... e i finali o i dettagli scabrosi cominciarono a scomparire.


E poi arrivò Walt Disney... e i bambini si trovarono in un mondo a leggere tinte forti, ma con il panorama e il finale tutto burroso e zuccherato... 


Per fortuna che Hansel & Gretel sono rimasti molto ma molto cattivi (anche la strega mica scherzava) e anche Barbablu ha dato del bel filo da torcere a tutte le sue mogli... insomma, qualcosa è ancora sopravvissuto.


Caso vuole che - a parte questa piccola discussione di stasera - io in questi giorni stia leggendo la versione originale di Peter Pan. Certo, non è una "fiaba", nel senso che non ha origini ancestrali come le fiabe raccolte dai Fratelli Grimm o da Perrault, ma... accipicchia! anche lì mica si scherzava! Insomma, Capitan Uncino fa fuori qualche suo scagnozzo se gli gira storto... e nella battaglia tra i bambini perduti e i pirati, i pirati muoiono e di brutto! 


E Peter Pan è pure un bel po' stronzetto, con tutto quel suo egocentrismo... sinceramente ho rivalutato questa storia, trovandola più divertente delle varie riduzioni cinematografiche e di animazione. 


Sarà che sono adulta e un po' di sangue ogni tanto mi ci vuole nei libri così da sfogare certi nervosismi che la vita reale mi crea???