lunedì 22 luglio 2013

Riscatto morale

Quando ero una ragazzina di 11 anni volli entrare a tutti i costi negli scout, che per le ragazze si chiamavano “guide”. Ero entusiasta, piena di voglia di imparare, fare, scoprire.


La capo reparto all’epoca era una persona che seppe da un lato tenere a freno la mia eccessiva irruenza, dall’altro mi fece imparare a vedere e migliorare i miei pregi. Anche la capo squadriglia fu deliziosa.


Per un anno andò così, poi cambiò tutto, cambiarono sia la capo reparto che la capo squadriglia. Ma fu il primo cambio quello peggiore.


Non so se fu inesperienza (aveva sui 23 anni) o carattere, fatto sta che io e lei non quagliavamo da nessun lato. Io mi trasformai in una persona timida ed insicura, tra l’altro spesso ammalata.


Lei e lo staff attorno a lei erano di quelle persone che valorizzavano una stretta cerchia di… ok, è il mio punto di vista, sia chiaro, quindi magari esagero… ma chi avanzava era perfettina, ruffiana, snob e via dicendo.


Io ero una che per carattere ed educazione non lasciavo mai in disparte le persone. Mi accompagnavo senza problemi con chi di problemi ne aveva. All’epoca ricordo che c’era una ragazza che aveva una placca d’acciaio in testa dai 5 anni ed era un po’ lentina di comprendonio ed un’altra decisamente “semplice” e forse definibile un po’ “tarda”. Ragazze d’oro che avevano qualcosa da dare se le si imparava a conoscere, semplicemente non erano “in”.


E poi io non avevo l’abito firmato, lo zainetto Invicta (erano gli anni dei paninari… bleah) e così via.


E questo mi ghettizzava dal gruppo che avanzava e si lustrava di tutte le patacche che significavano esperienza e avanzamento di grado.


Sono arrivata ad essere “sorpassata” da chi era più piccola di me, perché “non mi impegnavo abbastanza”.


Sono stata dichiarata “dispersa” perché per diverse settimane non mi feci vedere causa malattia (non andavo neanche a scuola, ma questo era ininfluente per chi doveva denigrarmi), ma il reparto si riuniva in 2 stanze senza soffitto, quindi con pareti altissime, riscaldate solo ad un’estremità di una di esse da un camino… luogo ideale per chi un giorno si e uno no si beccava un’influenza o un raffreddore quell’anno.


E quando arrivò il giorno dell’hike per San Giorgio (23 aprile, hike significa che si stava fuori a dormire in tenda e faceva freddo quell’anno!!!) e io non andai perché fino ad una settimana prima ero stata di nuovo ammalata mi fu chiaramente detto che ero un’inetta e o mi facevo vedere per quell’escursione o ero fuori.


Ricordo una telefonata fatta di lacrime e frustrazione, che ancora oggi al pensiero mi viene su il magone… dopo di me fu la volta di mia madre che volle parlare di persona con la capo reparto perché ero stata trattata malissimo da un’adulta… la sua fu una telefonata iniziata con il tu e finita ad urlacci con il Lei. Non la mandò a quel paese perché era un’epoca in cui le parolacce non si dicevano così facilmente come oggi…


Ma questo fu il modo in cui finì la mia esperienza scoutistica. Mortificante, deludente al punto che ho dimenticato nomi, fatti e tante altre cose di quell’epoca. Un tentativo del mio inconscio di cancellare tanta delusione e qualcosa di più, perché in verità da quell’esperienza sono uscita psicologicamente con una gran diffidenza nei confronti del prossimo che ho faticato a rimediare negli anni, anzi, forse non ho mai rimediato completamente.


Ieri in un posto assolutamente non scoutistico, ma “cittadino”, un gruppo di Facebook dove si parla della nostra città, una ragazza mi ha chiesto “ma tu sei quella che era nella squadriglia dei Canguri e mi insegnò l’alfabeto morse che avevi i capelli boccolosissimi, la erre moscia ed eri (e suppongo sarai ancora) una ragazza dolcissima e bella?


A parte che io non mi sono mai sentita “bella” né “dolcissima” in tutta la mia vita… leggere questa descrizione della me stessa di 25 anni fa, di un periodo in cui io mi sentivo una m…a totale e di un’esperienza finita così malamente mi ha fatto venire i brividi!


Il primo pensiero è stato “allora avevo ragione io! Erano le altre che vedevano male! Io stavo facendo bene!!”.


25 anni che mi ripeto questo, ma quando ne hai 15 e persone che hanno 10 anni più di te ti denigrano, non è facile mantenere la propria posizione e nonostante tutto rimani con il dubbio di sbagliare… di essere tu quella nel torto.


Ho scritto in privato a questa ragazza ringraziandola e dicendole che, si, sono io.


Lei mi ha risposto tra le altre cose così: “un bacio un abbraccio fortissimo ed un grazie ancora più grande perché se non fosse stato per te, e credimi è la verità, mi sarei sentita veramente persa, proprio come quando sei uscita.”


Beh, io ho le lacrime per la gioia, la soddisfazione e il senso di riscatto morale, ci credereste???

venerdì 12 luglio 2013

Libri che passione (sia in positivo che in negativo)


 


A febbraio mi sono comprata il kindle, approfittando di un discreto sconto che rendeva appetibile l’idea di provare questo nuovo modo di leggere i libri.


L’idea era di ridurre l’acquisto di carta per quella gamma di libri che leggi una volta e poi più. E magari di risparmiare anche qualche euro alla fine.


In effetti, da che ho comprato il mezzo, grazie all’offerta giornaliera di un titolo stras contato che di regola ha un prezzo sotto i 2 euro, sono riuscita a comprarmi diversi libri virtuali e ne ho già letti una bella dose, direi 16. Alcuni mi sono piaciuti, altri non tanto… insomma, sono riuscita davvero a limitare di ingigantire la mia libreria con titoli che prenderebbero polvere senza avere ulteriori utilizzi futuri.


Ho potuto così leggere anche titoli che non sono stati mai pubblicati su cartaceo: ci sono autori emergenti che approfittano di questo libro virtuale, che ha costi di produzione decisamente inferiori all’ordinario, per farsi conoscere al pubblico. Amazon ne promuove diversi e qualcuno di questi è stato davvero una rivelazione interessante.


In un caso mi è capitato un libro – tra quelli che esiste solo in formato digitale – “confezionato” in modo orribile: errori di battitura, spaziature a casaccio, parole al posto di altre, più che un libro sembrava la prima bozza che uno scrive di getto senza neanche digitare F7 “controllo ortografico” di Word… che tristezza! Anche perché il romanzo, una storia rosa in chiave divertente, merita di essere letto: ci si fanno delle belle risate. Ma la fatica viene dalla brutta impostazione. Credo però che qualcosa sia cambiato: ho notato sulle pagine di Amazon una scritta del tipo “revisione aggiornata”. Magari i commenti lasciati dai lettori sono serviti. Tutti più o meno dicevano “bello come racconto, pietoso come impaginazione e ortografia varia”. Il che ti fa sperare di essere davvero in una realtà interattiva in cui i lettori possono in qualche modo fare la differenza.


Insomma, l’esperienza è più che positiva, tanto che sto anche accarezzando l’idea di comprarmi la versione più tecnologica, che permetterebbe anche l’acquisto delle riviste digitalizzate. Ma prima – a parte che sicuramente non sarebbe un acquisto di oggi, ma magari un autoregalo di compleanno o di Natale – voglio capire se è possibile fare stampe parziali dei contenuti. Mica voglio ristamparmi tutto, ma se decidessi di acquistare in formato digitale una rivista di schemi a punto croce, ovviamente vorrei essere sicura di poter ricamare uno schema avendo in mano una pagina stampata e non dovendomi tenere il Kindle acceso sotto il naso.


Dopo mesi di letture digitali, qualche giorno fa ho però ripreso in mano la carta vera, un Libro, fatto secondo i tradizionali crismi. CHE GUSTO!!!


No, sul serio, non c’è paragone tra leggere da un monitor, per quanto il monitor del Kindle sia davvero riposante per la vista, e leggere da una pagina stampata, tenere in mano una robetta di plastica leggerissima e invece sfogliare le pagine, magari dovendo anche litigare con la rilegatura per vedere bene tutto lo stampato.


Un Kindle puoi anche non annusarlo, un Libro si!


Portarsi in giro per casa un libro è più di compagnia che fare la stessa cosa con il Kindle….


Per cui ho fatto si una scelta tecnologica, ma non c’è storia, la carta stampata ha un fascino, un’attrattiva che non avrà mai un pezzo di plastica!


Sicuramente i libri del cuore, quelli che rileggerei anche mille volte senza stancarmi e anzi, rivivendo dall’inizio alla fine tutta la storia con la passione della prima volta, quei libri lì in un Kindle non li vedo bene, quei libri lì devono essere VERI e REALI e poter essere adocchiati sulla libreria ogni volta che ti va…


No, non potrei mai riconvertire un’intera libreria dentro un pezzo di plastica, per quanto comodo, agevole, semplice sia.


I LIBRI per quanto mi riguarda NON MORIRANNO MAI!!!

venerdì 5 luglio 2013

E anche il micione...

 


Questa volta è stata proprio una discreta botta emozionale.


Niente pianti, niente di tutto ciò... E non è neanche una sorpresa: insomma, il micione Rommell aveva la tenera età di 20 anni ed era un vecchietto "indarlito" (gergo romagnolo, come tradurlo? vecchio bacucco intontito dagli anni...) già da molto tempo. Si sapeva che un giorno o l'altro...


C'è una diatriba sulla sua vera età: mio fratello afferma che siano 21 gli anni, io ricordo benissimo che era il Natale del '93 quando fece il suo ingresso in casa, bello come un principino e con il carattere degno di un principe!


Un micio con già tutta una serie di pretese che si sono infrante subito: un palese sogno di essere "gatto unico" e arriva in una casa dove c'era già una padrona felina, Micia, che però era una gatta di gran cuore e dal canto suo ci ha messo meno di 24 ore ad accettare il nuovo arrivato.


Poi però, via via, negli anni ogni tanto arrivava un nuovo gatto e ogni volta Rommell tirava fuori un cipiglio e uno sdegno degni di nota. "non basto io??" sembrava dire.


La prima ad arrivare dopo di lui fu Leila e negli anni tra di loro si è creato un gran legame. Con i gatti successivi col cavolo! Tutti intrusi!! Le ultime volte poi... divertentissime le scene da "oh, no! un altro ancora? stupidi umani!" e via ad andarsene dalla stanza per protesta palese.


Una delle pretese da gattino che aveva e che per 20 anni ha cercato di farci capire, ma noi - stupidi umani - non sapevamo servirlo a dovere in questo, era l'essere guardato mangiare. Mi svegliava alle 4 di notte, quando vivevamo insieme e provava a trascinarmi alla ciotola per guardarlo mangiare, ma io mi rifiutavo e quando capivo quale era l'esigenza tornavo a dormire.


In vecchiaia ce l'ha fatta... dovevamo stare lì ad assistere al suo pasto per evitare che gli altri lo mandassero via per servirsi per primi e sbaffarsi tutto...


Allergico da sempre alla spazzola, risolvevamo con la tosatura estiva che serviva a farlo sentire più fresco e a portare via in un colpo solo tutti i nodi che gli si formavano inevitabilmente nel pelo. Da due estati non osavamo più... la pelle anziana cedeva e rendeva complicata la tosatura che era diventata una tortura. Con il risultato che il bel micione era diventato una roba tutta piena di nodi che raramente accettava di farsi tagliare... l'indipendenza esige anche qualche disagio: meglio i nodi!


 


Leila se ne è andata l'8 giugno e da quel giorno sembra che il micione avesse deciso di lasciarsi andare: la sua presenza non era più necessaria, non c'era più la compagna di 16 anni di vita felina, non era più il cavaliere di nessuna gatta, ha lasciato che vecchiaia e malattia prendessero il sopravvento.


La debacle è stata tutta in poche ore, in verità. Lunedì ha rifiutato di mangiare, a sera era un po' più intontito del solito e martedì è stato l'ultimo giorno. Abbiamo chiamato il veterinario per tempo E alla fine è servito solo per evitare una brutta agonia.


Nonostante la velocità temporale, per me la cosa è stata alquanto impegnativa, emozionalmente parlando, più che altro perché stavolta la sofferenza era palese e visibile: tanto sangue, il micio che si lamentava. E quando è stato il momento del veterinario sembrava quasi che lottasse contro la morte, miagolando ad ogni sussulto e respiro. 


Tanto che mi sono sentita di dovermi avvicinare, dargli una carezza sulla testa e dirgli due paroline. Coincidenza o no, al mio tocco e alle mie parole ha smesso di lamentarsi e un secondo dopo... è andato.


Io sono quella che ha sempre paura di non sapere cosa fare, di non sapere intervenire nei momenti di necessità. E mi sono stupita di me per un gesto così banale, ma per me forte, tanto da pensarci tutta la notte.


La velocità e l'impatto della partenza del gattone è stata tale che non mi sono subito messa a scrivere qui.


Anzi, per un attimo ho pensato "eccheccavoli! sul mio blog scrivo solo di gatti morti e di amarcord dell'infanzia... basta!".


Quando un animale vive così tanto tempo con te, 20 anni!, lascia inevitabilmente un vuoto incredibile. Già con Leila era difficile ora anche lui. 


Saranno due che sul bilancio dei croccantini non faranno sentire molto la loro assenza, mangiavano talmente poco, ma passare da 8 a 6 si nota, oh se si nota!


Chi è improvvisamente cambiato è Horatio. Quando il veterinario venne per Leila, lui, incurante di cosa stesse facendo il suo dottore, passò il tempo con il naso nella sua borsa ad annusarne tutto il contenuto con interesse, come al solito.


Questa volta no, questa volta ha osservato tutto da una breve distanza, molto attento, fermo e serio. E poi è diventato incredibilmente dolce con mia madre e addirittura con gli altri gatti. L'ho scoperto baciare e sleccazzare Morgan! Con conseguente disagio da parte del Bastardo, abituato a tutt'altro genere di trattamenti da Horatio di solito.


Adesso in casa dei miei sento frasi del tipo "basta gatti!". Non è una novità. E' una frase ricorrente... 


Tanto che 20 anni fa per far entrare Rommell in casa dovemmo trovare lo stratagemma di farlo regalarlo a mio padre dalla allora ragazzina di mio fratello per essere sicuri che non ci sarebbe stato un rifiuto 


Quindi... quanto durerà questo ritornello? Sinceramente, analizzando la cosa con tanta razionalità e ragionevolezza, spero davvero che si aspetti almeno un annetto... Ci sono cose nell'immediato futuro dei miei genitori che si gestirebbero meglio senza la presenza di un gattino... spero di farlo capire a chi ha già progetti da un mese in merito...