lunedì 29 febbraio 2016

29 febbraio, il giorno "raro"





e siccome è raro... è bello che esso sia trascorso in modo decisamente anomalo.



è il mio ultimo giorno di malattia e domani tornerò al lavoro dopo più di 3 mesi.



dovevo passarlo da sola, almeno per buona parte, ma il destino ha tramato in modo anche alquanto macabro per impedire ad un'amica di partire e tornare a casa, così... ora è ancora qui con me e partirà domani...

e così, giornata intera in compagnia di un'amica. mica cosa da poco!



e poi... il destino ha tramato ancora, in modo sempre molto... poco simpatico, mandando ko mio fratello, così ha dovuto chiamare e chiedere un po' di compagnia per stare dietro al figlio. questo mi ha portato a passare qualche ora a cantare Nella Vecchia Fattoria, Vento Sottile e così via...

wow!



purtroppo sino ad oggi le ore in compagnia del nipotino non sono state tantissime, perché il destino ha tramato in modi davvero sovversivi e antipatici, impedendomi molte cose, tra cui questa.



quindi, mi spiace per il fratello, ma per me è stata una bella occasione!



ecco...



insomma, sono qui, perché in un giorno che non si ripeterà per altri 4 anni, voglio ricordare che il giorno che è appena passato è stato unico ed irripetibile.



ve lo scrivo con Stella tra le braccia e adesso vi saluto... continuo a guardare il sunto della premiazione degli Oscar...

martedì 23 febbraio 2016

perplessità

a volte ti capita di leggere scritti di persone continuamente insoddisfatte, oppure sempre pronte a criticare; scritti pieni di pessimismo, velata o non velata cattiveria, insoddisfazione, indisposizione verso il mondo, insulti più o meno dichiarati e mirati...

e ti chiedi... che soddisfazione ci sarà ad essere sempre così pronti a guardare il lato negativo della propria vita e/o di quella altrui.

non è che io sia sempre felice, tutt'altro! ho i miei bei momenti di sconforto e di insoddisfazione.

e ho pure momenti di allergia verso il mondo intero...

ma non trovo gusto particolare ad essere sempre negativa, così cerco, mi sforzo, anche come esercizio, di lasciar perdere e piuttosto stare zitta.

e queste persone eternamente in guerra con il mondo cosa ci trovano ad essere sempre con il dito puntato a criticare gli altri o se stessi allo specchio?

niente di buono nella loro vita, niente niente?

e gli altri, tutti cattivi? sempre?

forse un po' di pausa, una sosta ad osservare cercando il sereno, invece della tempesta a tutti i costi... forse non farebbe loro male...

venerdì 19 febbraio 2016

i misteri delle panchine ravennati

vuole il "caso" che in città che qualche mese fa si tenesse la biennale del mosaico (moderno, se ricordo bene: non ho seguito moltissimo la cosa, perché era già il periodo in cui faticavo a muovermi per via dei disagi vari dovuti a terapie e malattia, quindi ciò che accadeva in città lo seguivo meno che mai, anche se suscitava in me un certo interesse).

in giro per la città erano dislocate opere di mosaico di vario tipo. mi sarebbe piaciuto vederle, ma non ce l'ho fatta, salvo alcuni dei sofà, quelli posizionati davanti al Canale Candiano, in Darsena.
un giorno di novembre mi sono fatta un giro e me li sono guardati, questi "divani" creati in Olanda con la rappresentazione a mosaico di opere famose e oggetto di un progetto mirato a far lavorare persone disagiate.

sono belli, e mi piace pure il contesto in cui li hanno posti. e lo ho scritto anche all'epoca su Facebook, augurandomi che rimanessero.

e sono rimasti...

ora, qualche giorno fa salta fuori sui quotidiani (e nei siti di news locali) che nei viali Pallavicini (in prossimità della stazione ferroviaria) verranno tolte le panchine, per dissuadere gli spacciatori e gli scansafatiche dall'utilizzarli.

quando ho letto la notizia sono inorridita.

sarà che negli ultimi 2 anni ho avuto modo di godere del camminare in città, prima di tutto come fantastico metodo di recupero dagli interventi... e durante queste camminate ho potuto notare quanto la città non sia fatta per chi va a piedi.

nell'ultimo mese poi, con il recupero da un intervento davvero devastante a livello fisico (ci sto mettendo davvero tanto a recuperare), ho preso ancor più in considerazione il concetto di "panchina", come luogo di pausa e riposo durante le mie brevi camminate.

e ho potuto proprio notare quante panchine manchino all'appello in città...

dove sono finite? come molti alberi nei viali e nei parchi cittadini? tagliati e mai rimpiazzati??

sapevo che in zona Giardini di Speyer (di fronte alla stazione) non più di 2 anni fa furono tolte per la stessa ragione di oggi, infatti è noto che ora gli spacciatori usano i giochi dei bambini posti nel parco oppure le panchine di Viale Pallavicini per la loro attività...

e così si è giunti alla storica decisione di togliere pure le panchine del viale... geniale, trovo queste decisioni davvero vili: si evita il problema, lo si "risolve" lasciando che esso si sposti di qualche metro e diventi un problema nuovo tra qualche mese...

e l'inciviltà avanza sempre più...

ma cosa c'entrano le panchine dei viali con i divani mosaicati olandesi? me lo sono chiesta anche io, quando è esplosa la questione nei social network e sui media

salta su che il Sindaco, sentendosi un po' troppe lamentele in merito alla levata delle panchine, neanche 48 ore dopo l'affermazione sulle panchine (e la materiale dissoluzione dai viali delle stesse), se ne sia uscito affermando "ma non è vero che le togliamo e basta! le metteremo più belle!"

insomma, si è mangiato la parola e ha cercato di rimediare in corner...

dopo ciò, è arrivata un'intervista ad una persona di spicco del mondo del mosaico ravennate in cui si è fatta domanda in merito alle panchine-sofà olandesi... salta fuori che sono costate 33mila euro ed è partita una levata di scudi generale perché sono olandesi e non sono state fatte da noi in città.

sia chiaro, sono la prima a sostenere i chilometri 0, a voler favorire prima di tutto la mia città e in particolar modo ad adorare il lavoro della scuola del mosaico e dei nostri beni culturali!!!

ma com'è che solo oggi, 5 mesi dopo l'apparizione dei divani olandesi salta fuori questa querelle??? e solo dopo la levata delle banali e ordinarie panchine dei viali?

perché, al di là della questione posta dal personaggio - che ha tutti i diritti di porla, per sapere come sono spesi i soldi della città - all'improvviso tutti, ma dico TUTTI odiano i sofà, sono brutti, sono costosi, non servono, fanno schifo, ma perché sono stati messi lì e là?

eppure... eppure io li ricordo i post e i commenti di 4 o 5 mesi fa in cui si parlava bene di tali "divani"

così come il mio post, tanti altri ne ho letti di miei concittadini che hanno gradito questa espressione moderna del mosaico (e sia chiaro, che fossero olandesi era scritto a chiare lettere in un cartello posto a lato di tali opere, non è una novità attuale)...

posso capire che faccia "impressione" e non si apprezzi una voce di spesa non necessaria, va bene. ma da qui a cambiare improvvisamente opinione!

io sono ancora qui a rimpiangere le panchine dei viali, posso anche accettare che si debba mettere in discussione la scelta (e come si sia arrivati a tale scelta) di acquistare i sofà, quando dovevano essere installazioni temporanee per la sola occasione della biennale del mosaico moderno... va bene, ci sta.

e sono anche tra i primi a disprezzare moltissime (quasi tutte, per la verità) scelte di questa amministrazione, che non amo da che ha iniziato il suo mandato...

ma avrei preferito una discussione sui sofà separata da quella delle panchine dei viali. l'una niente ha a che fare con l'altra... a mio parere. salvo per il "non" piccolo aspetto che quando si chiedono interventi al Comune di vario tipo, venga risposto che non ci sono soldi... eppure per i sofà i soldi si sono trovati. misteri del bilancio comunale, evidentemente.

sono curiosa di sapere come finirà.

sono curiosa di vedere le nuove panchine "più belle" dei viali...

sono curiosa di sapere se gli spacciatori (che evidentemente nessuno si è preoccupato di scacciare, men che meno arrestare, dalla zona in questione) le gradiranno...

sono curiosa di scoprire se i sofà rimarranno o no

e se non rimarranno... gli olandesi ci ridaranno i denari?? mah


mercoledì 17 febbraio 2016

Spietata

Ci sono momenti in cui mi sento tale.

Negli ultimi tempi mi sembra di non avere mezze misure e di essere molto spietata in pensieri e giudizi.

Il più delle volte li tengo per me: non amo fare scenate e non sono per il litigio tutti i costi.

Così li tengo tra me e me...

Ma le opinioni non cambiano. Nemmeno i pensieri o i giudizi...

Una volta con il tempo si ammorbidivano... ora rimangono acuminati.

Come se non avessi più tempo per scendere a compromessi.

domenica 7 febbraio 2016

la mia nuova... vita...

sono giorni, anzi, un paio di mesi, che penso a come raccontare il mio nuovo status.

non è che sia "complicato", nel senso che - come ho detto già in precedenti post - la sto vivendo tutto sommato bene e non sono tra le persone che in questa nuova condizione si sono abbattute. però in effetti è tutto nuovo per me e fatico a trovare le parole giuste per descrivere la cosa.

poi oggi un'amica mi ha raccontato che esiste una modella (in verità, facendo indagini su google, ho scoperto che le modelle sono almeno 2) che ha fatto "outing" e si è fatta fotografare con la sua bella stomia in vista, per sensibilizzare le persone su questo argomento.

eccola qui, una delle due modelle:

ecco, io al momento non sono come lei... per 2 importantissime differenze:

- la prima è che la mia taglia è notevolmente più abbondante della sua (ho perso peso, ma prima di arrivare ad assomigliare ad una modella come questa... dovrò perderne un'altra trentina, forse pure di più...)
- la seconda è che al momento io di stomie ne ho 2

da buona ignorante e fortunata... fino a pochi mesi fa nemmeno conoscevo la parola ""stomia".

la fortuna ha voluto che nella mia famiglia nessuno si trovasse a dover vivere questa esperienza prima di me...

l'ignoranza in materia medica per me è un rifugio: conoscere delle malattie se non le devo in qualche modo "vivere" in maniera diretta o indiretta non mi interessa... mi verrebbero i capelli dritti e mi riempirei di ulteriori paranoie di cui non ho bisogno.

quindi, come la maggior parte della gente, fino a poco fa, non sapevo che fosse una stomia.

che cos'è?
è un "buco" sulla pancia. ne esistono di vari tipi e sono dei "salvavita" per un sacco di malattie.
la modella qui sopra ha il morbo di Chron e grazie ad una ileostomia può vivere... altrimenti sarebbe morta.

io mi sono trovata una bella recidiva del mio tumore all'endometrio... che ha resistito prima alla chemioterapia, poi alla radioterapia... così si è trattato anche per me di vita o di ... non vita...

prima dell'operazione non sapevo come sarei uscita dalla sala operatoria. anzi, non sapevo nemmeno se ne sarei uscita: un bel 20% di rischio di morte c'era... non vi sto a raccontare la paura che mi ha attanagliato... i conti sulle dita nel cuore della notte a pensare "20%, una persona su 5... le 2 che sono in stanza con me ce l'hanno fatta... meg prova a dormire che sti conti non ti fanno per niente bene..."

quando mi sono svegliata in sala risvegli, ho scoperto di avere sulla pancia 2 sacchetti: poi il giorno dopo mi hanno spiegato.
- la colon stomia, che devia l'intestino, è temporanea. se tutto va bene in primavera me la toglieranno e il mio intestino, pur se più corto di prima, tornerà "normale" per le sue vie tradizionali, stabilite dalla natura.
- la stomia urinaria è definitiva. questo lo sapevo già in partenza quasi al 100%: il male era strettamente vicino all'uretra e nel togliere il condotto vaginale (praticamente tutto... non c'è più nulla laggiù... non ho più un apparato riproduttivo, nemmeno un vago tratto)... era inevitabile togliere l'uretra e la vescica... per sempre. non è ricostruibile.

quindi, tra qualche mese perderò un sacchetto, ma l'altro mi farà compagnia fino alla fine dei miei giorni, che -grazie a questo intervento - spero sarà più lontana di quanto non fosse poco più di 2 mesi fa.

ora... penso che adesso capiate perché fosse difficile spiegare...

avevo pure paura di vivere male questa cosa del "cambio" dei sacchetti, della pulizia, del "si può vedere dai vestiti", della vita "dopo" questo cambiamento non esattamente banale...

in questi giorni, cercando di capire come raccontare questa mia esperienza - perché ho voglia di raccontarla - riflettevo: pur nella mia ignoranza in materia medica e di malattie più o meno devastanti... ci sono casi di cui so pure io... le campagne di sensibilizzazione - per esempio - sul tumore al seno sono tali che sono arrivate anche a mostrarci le devastazioni di molti interventi. questo per sensibilizzare le donne alla prevenzione e per farci capire che c'è una vita anche dopo.

per le stomie... zero... o ce l'hai, o hai qualcuno in famiglia, un amico... oppure non ne sai nulla.

così mi ha colpito la scelta bellissima di queste modelle di mostrarsi nel loro intimo, con il loro sacchetto.

se vedi uno stomizzato "nudo", non noti molto: c'è un "pallino" rosso, quello che è il buco da cui escono le evacuazioni, ma può sembrare un neo grosso, una voglia, in una foto.

il sacchetto invece è la tua vera "cosa che ti rende diverso", quella che fatichi a mostrare in pubblico... quella che devi esorcizzare.

se volete leggere l'intervista alla modella della foto qui sopra, leggete qui. per me è stato molto interessante.

io... io e le mie 2 stomie siamo vive, stiamo imparando a conoscerci e a convivere... stiamo imparando a capire quali sono gli abiti giusti da indossare, quali devo abbandonare perché non più adatti.
sto cercando di evitare di buttarmi a cambiare tutto il guardaroba, dato che a breve (spero), il mio fisico cambierà di nuovo per la perdita di una delle due...

sto ragionando su "come dovremo fare" per andare comunque in acqua a camminare, non appena la stagione lo permetterà e le ferite dalle operazioni saranno ben sigillate...

sto - insomma - imparando a muovermi nella mia nuova vita, fatta di dispositivi medici di cui fare scorta, ritmi da imparare ad osservare, materiale da avere sempre con me...

tante cose nuove, ecco... ma tante nuove possibilità. di vita!

sabato 6 febbraio 2016

10 anni fa...

10 anni fa, qualche giorno fa... moriva Maria...

era un'amica che ho conosciuto qui sul web, ai tempi in cui ancora non esisteva Facebook ed era Yahoo il grande "socializzatore"... anche lei l'ho conosciuta per "colpa" del punto croce.

attraverso il messenger di yahoo si è partite parlando di punto croce e come con tante altre, si è scoperto che i punti in comune erano ben più di uno, tra cui una buona intesa e il pensarla allo stesso modo per tante cose.

così decidemmo di far uscire l'amicizia dalla virtualità e renderla reale e ci siamo incontrate, confermando ancora di più il rapporto.

penso sia naturale, quando possibile, che se ci si trova bene online, si desideri conoscersi dal vivo. ottime amicizie sono nate in questo modo.

e fu così anche con Maria... ma... lei non stava benissimo... eppure aveva paura ad andare dal medico. la convincemmo io ed altri amici, esortandola a farsi ricoverare per fare un check in completo e curare ciò che sarebbe eventualmente emerso.

aveva deciso di farsi ricoverare nell'ospedale della città dove abitava la sorella, ma ...come in un pessimo romanzo televisivo... stava per andare al treno per raggiungere la sorella, quando si è sentita male e il taxista l'ha invece portata in ospedale e... neanche 24 ore e niente più Maria.

per me fu uno shock, aveva 8 anni più di me e in lei vedevo molto la me stessa del futuro... per tante ragioni che - essendo non solamente mie - non scriverò qui. sarà ormai in un luogo dove queste cose non sono più importanti, ma voglio comunque proteggere la sua privacy.

tra le tante cose di lei che mi "svelavano" il mio futuro, c'era la paura di andare dal medico... l'avevo pure io ai tempi. andare dal medico e sentirsi dire "devi dimagrire"... eh che non lo so da sola???
se ci riuscissi lo avrei già fatto, no?

questa tanti anni fa era la stessa paura di mia madre. forse ancora oggi lei ha questo timore...

e pure io ce l'ho in parte ancora... ma già da tempo ho imparato - almeno quello - di fregarmene quanto basta per frequentare i medici quando serve. e per fortuna, visto ciò che sto vivendo!

ogni anno, ai primi di febbraio penso a lei... mi manca! mi manca il fatto di non aver potuto scoprire se sarebbe stata una grande amicizia o no.
mi manca il fatto di non essere riuscita ad aiutarla per tempo, per quanto nelle mie capacità, ovviamente.
mi mancano le stupidaggini che dicevamo insieme chattando fino a tarda sera la notte.

forse, no, togliamo pure il "forse", lei è la prima amica che ho perso in modo irreversibile, con la morte. e forse sarà anche per questo che mi manca così tanto?

Maria, ovunque tu sia, penso saresti felice di sapere che sto scrivendo questo post con una gatta tra le braccia... si, qui i felini continuano a predominare in numero rispetto all'umana...

un saluto da quaggiù. non offenderti, ma spero di raggiungerti il più tardi possibile, sono ancora molto legata a quest'avventura terrena, al punto da farmi diventare simpatici i medici e gli ospedali...

non vedo più in te il mio futuro... e per il meglio: ho imparato un paio di cose forse anche dalla tua tragica esperienza.

e da lassù o ovunque tu sia, ogni tanto guarda quaggiù, a noi manchi!

venerdì 5 febbraio 2016

visite... quasi reali

è capitato di nuovo, qualche giorno fa, forse la settimana scorsa.

... ero di nuovo lì, tra le sue mura, mi aggiravo per le stanze, su e giù per le scale...

... tutto vero, tutto come sempre, tutto estremamente realistico.

eppure era, come capita spessissimo da 28 anni a questa parte, solo un sogno.

perché la casa dei nonni è stata venduta in un lontano giorno di dicembre del 1987, quando loro, a causa della malattia della nonna, si sono trasferiti in un appartamento identico al mio di oggi (e identico a quello dove abitavo già allora, dato che sono 4 gli appartamenti, tutti qui, uno vicino all'altro) per non dover fare più le scale...

io quella casa l'ho sempre adorata, non solo perché dei nonni, non so, saranno i mattoni a vista, sarà "l'odore" che aveva, sarà che era sempre un rifugio quando fratelli e genitori rompevano troppo...

fatto sta che, nonostante siano passati 28 anni dall'ultima volta in cui ho messo piede tra quelle mura, io con incredibile costanza continuo a vivere in quella casa nei miei sogni.

nei sogni i nonni di regola non ci sono più (purtroppo morirono a pochi mesi di distanza uno dall'altro nel 1988, poco dopo il trasloco), la casa non è più quella di allora.
spesso è vuota di mobili, spesso io sono lì perché ci abito, oppure mi ci devo trasferire da lì a breve.

vago per le sue stanze, magari in compagnia di un familiare, decidendo il da farsi, cosa mettere qui, cosa cambiare...

e immancabilmente, al mio risveglio, rimane lì, vivida nella memoria. non è uno di quei sogni che al mattino ti lascia e non lo ricordi più. no, lui rimane indelebile per ore, a volte giorni...

e fa riaffiorare il desiderio di varcare ancora quella porta, anche se di là non troverò chi non c'è più.

e fa tornare alla memoria olfattiva il ricordo del profumo del bagno della nonna, un misto di talco Spuma di Sciampagna e non so cos'altro, che è ancora perfettamente presente nei miei ricordi e mi sembra di sentirlo anche adesso che ne parlo.

qualche giorno fa ho ricordato questo fatto del "profumo del bagno della nonna" ad alcune persone mie conoscenti. beh, incredibile, anche le loro nonne avevano un bagno profumato e pure il loro aveva una buona base di talco Spuma di Sciampagna.

decisamente è un talco che ha segnato un'epoca, quella delle nonne... da qualche parte in casa devo averne una busta come profumazione di un anfratto di armadio dimenticato...

dopo averne parlato in giro, averlo ricordato sia a voce che qui... penso che andrò a tirarlo fuori e vediamo se pure il mio bagno può profumare un po' come quello della nonna!

che belli i ricordi!

per la casa... ci passerò davanti anche tra qualche minuto: si trova a poche decine di metri dalla nostra, forse anche per questo non è mai uscita completamente dai ricordi. la facciata esterna è sempre lei, identica a quando correvo su e giù in bicicletta per lo stretto corridoio tra la casa e il confine con la casa vicina. dentro non so. ormai in questi 28 anni ha cambiato proprietario almeno 2 o 3 volte...

quando i grandi la vendettero io avevo 17 anni e con mio cugino di ben 8 anni più giovane facemmo un patto: il primo dei due che diventava ricco se la sarebbe ricomprata...

beh, per ora nessuno di noi due lo è diventata. ma il patto è sempre valido!!!

giovedì 4 febbraio 2016

bilanci...

in questi ultimi tempi mi viene facile ragionare in termini di "pro" e "contro"... sarà che un bel po' di paura me la sono cuccata e così ho cominciato a pensare un po' a tante cose... belle e brutte

ad esempio, alla mia vita. robetta da niente, no? ma quando ti dicono che l'operazione che stai per subire non è proprio una cosa semplicissima e ci sono buone possibilità di non uscirne viva... beh, credo che i pensieri di questo tipo siano all'ordine del giorno.

e ho stabilito, che forse non sarà la vita più interessante del mondo, forse non merita un film o un romanzo, ma E' LA MIA!!!! e mi va bene così come è stata e come si sta svolgendo, anche se ultimamente mi sta ben mettendo alla prova.

anche se molti potrebbero avere da ridire... cavoli loro! io ho fatto il mio percorso, ho fatto delle scelte, ho vissuto le mie esperienze.
e sono solo mie... di nessun altro.

e così... sulla scia dei ragionamenti pro e contro... ultimamente mi è capitato spesso di pensare alle amicizie, soprattutto a quelle finite, nei modi più disparati, ma pure a quelle persone che si definiscono amiche, ma non lo sono, non per me.

loro possono dire ciò che vogliono, ma io ho certi canoni per definire "amica" una persona... e quindi tendo con molta nettezza a fare serie distinzioni tra amici e conoscenze.

e ultimamente mi sono capitati una certa serie di episodi che potrei pure definire discutibili... e ti viene da pensare "ma tutte io ste persone qua???"

e non so, ma una certa insoddisfazione, o voglia di non stare zitta mi spingeva a scrivere qua sopra solo di queste esperienze negative...

e ho preferito aspettare e ragionare meglio.

infatti piano piano il ragionamento e i pensieri sono cambiati

e il bilancio di questi ultimi 2 anni di malattia in termini di incontri è presto fatto:

si, certo, c'è una persona che si è allontanata da me senza particolari ragioni... in estate mi ha esclusa per qualche tempo dai suoi post su facebook e poi mi ha cancellato dalle amicizie...

però c'è pure un'amica che nonostante fossi appena operata è venuta a passare con me il capodanno, si è trovata ad avere a che fare con me con la febbre improvvisa e una rapida corsa al pronto soccorso per l'infezione alla ferita dell'operazione. lei impassibile: mentre io ero via a farmi curare si è messa a governarmi casa, mi ha fatto il bucato, lo ha messo nell'asciugatrice, è andata ad aiutare mia madre per il pranzo di capodanno...
in quei 3 giorni con me è stata la mia "badante", povera lei, ma fortunata io ad avere un'amica che non si è mica tirata indietro.

si, ho attorno una persona che in pubblico si dichiara super informata dei miei fatti, pubblicamente mi fa profusioni di affetto, poi mi contatta si e no 3 volte l'anno, e ogni volta nemmeno si preoccupa di ascoltare ciò che ho da dire...

ma in compenso ho trovato una dottoressa oncologa che è un tesoro, mi assiste quasi fossi sua sorella e non una paziente qualunque, mi ha dato il suo numero di cellulare, tanto che in momenti di difficoltà l'ho chiamata di domenica, l'ultimo dell'anno... e lei ogni volta gentilissima ha risposto e mi ha dato la soluzione al problema di turno.
sempre disponibile, pure a portarmi di persona a farmi fare la risonanza magnetica, quando io morivo dalla paura (sono claustrofobica), per assicurarsi che tutto andasse bene

e si... mi trovo pure nella condizione in cui una persona dichiara che ha perso l'amicizia con me da quando mi sono ammalata perché non ha il coraggio di affrontare la mia malattia.
beh, questa persona è così cieca e sorda da non capire un paio di fatti fondamentali: il primo è che la nostra amicizia è scivolata nell'indifferenza almeno 4 anni prima di quando dati lei il silenzio... e non scrivo qui le ragioni, perché sono mie (anche sue, forse, ma non c'è più dialogo) e la seconda cosa che non prende in considerazione è che chi è ammalato non parla 24 ore al giorno della propria malattia, ha pure bisogno di dire cazzate, ridere, divertirsi e pensare ad altro...
e di questa persona, ultimamente non leggo più i post di facebook... che mi abbia oscurata? contenta lei... si, me ne sono accorta... ma sto bene comunque. anche senza leggerla...
l'unica cosa che a me ha sconvolto è di subire per la seconda volta in pochi mesi questa strana "punizione" feisbucchiana... la gente è strana (ma io molti anni fa avevo pensato che queste 2 persone fossero molto simili... avevo ragione)

ma vicino a me ho un'amica che non si è preoccupata 2 secondi di lasciare ciò che faceva in un giorno di ferie per venire ad aiutarmi in un'emergenza... il giorno dopo ha perso un altro pomeriggio delle sue ferie per aiutarmi a lavare i capelli quando ancora non ero molto ferma sulle mie gambe.

ho un imprecisato e piacevolmente folto numero di amiche con cui parlare di tutto e di niente, con cui incontrarsi dal vivo (o sul web per chi non può raggiungermi a casa mia), pronte a venire per passare qualche tempo con me e sincerarsi dal vivo che stia davvero bene.

un'amica che ogni giorno o quasi del ricovero è venuta a trovarmi in ospedale, forse lei pensava di sovverchiarmi con i propri problemi, ma per me era un'ottima distrazione da quelli ben pressanti che avevo sulla mia pancia e non solo lì.

una persona che a mala pena mi conosce, si è presa la briga di venire a trovarmi 2 volte in ospedale, non appena ha saputo che sarei stata a Milano...

l'amica romana che trovandosi a Milano per fatti suoi non ha esitato a perdere qualche ora per passare in corsia da me...

l'infermiera che ogni volta che mi incontra per lavoro, finisce l'incontro abbracciandomi e sorridendomi, infondendomi un'ottimismo che è cosa non indifferente.

e potrei andare avanti così per un sacco di righe: in verità il mio bilancio sull'interazione con il genere umano è davvero positivo.

di fronte a qualche fregatura, a qualche rapporto che si è esaurito, a inspiegabili silenzi... posso mettere una lista molto lunga di belle esperienze che mi stanno illuminando i giorni e la vita stessa e per le quali non smetterò facilmente di ringraziare...

quindi, da sola, mi sono detta... basta pensare a chi ha deciso di lasciarti andare, lasciali andare a tua volta

fregatene di chi è opportunista... tanto lo sai che lo è...

e pensa solo a dire "grazie" a Chi di dovere per averti messo sulla strada persone meravigliose, che vale la pena di conoscere, frequentare ed apprezzare...




mercoledì 3 febbraio 2016

dopo tanto tempo...

... è da tanto che non scrivo.

era da tanto che non sapevo che scrivere, più che altro perché le preoccupazioni per il mio stato di salute sarebbero state una mega-super-noia (soprattutto per me: che già mi tarlavano il cervello e l'anima... se pure ne scrivevo qui, sarei diventata pazza)...

poi era venuta la voglia di scrivere, ma purtroppo i pensieri erano un po' troppo negativi e non amo buttare nel mio blog troppa negatività... così ho preferito tacere.

ora ho deciso che è tempo di tornare. e non so se racconterò tutto. quando mai l'ho fatto?

in questi mesi ne sono successe tante, soprattutto al mio corpo, perché la malattia ha avuto una recidiva e... sono finita di nuovo sotto i ferri, ma solo dopo la radioterapia (che non è servita a nulla, se non a farmi impazzire con gli effetti collaterali)... e dopo tanto tempo di attesa per fare esami, per cercare il medico giusto per l'operazione...

insomma, sono stati mesi pieni (come detto sopra) di preoccupazioni e ansie.

infine il 3 dicembre l'operazione. e questa non è stata una passeggiata... forse ve ne parlerò più avanti.

fatto sta che ancora oggi, a febbraio, sono a casa in convalescenza, giusto per far capire quanto è impegnativo il recupero post operatorio.

se l'altra volta avevo voglia di dire tutto tutto anche qui in queste pagine, questa volta ho un po' più remore. non perché mi vergogni, è una malattia, mica un'onta. ma perché non è semplice spiegare ciò che sto vivendo...

a momenti nemmeno io so bene come la stia vivendo: ci sto prendendo ancora le misure.
vivo alla giornata e tutto sommato non è malaccio... anche se non è tutto rose e fiori... temevo di uscirne fuori peggio, come umore intendo. invece per fortuna l'ottimismo ancora non mi ha mollato e affronto le nuove difficoltà con una giusta dose di buona volontà e ironia...