martedì 22 agosto 2017

ferie all'orizzonte



devo dire che quest'anno, nonostante il caldaccio impossibile, fino a poco fa ho "retto bene" il fatto di non poter andare in ferie prima di settembre inoltrato... ero stanca, ero affaticata, ma non pensavo alle ferie come al punto di svolta. mi accontentavo di pensare al fine settimana in arrivo e basta...

questo fino a pochi giorni fa... sarà che ora siamo a meno di un mese dalle ferie, sarà che in ufficio da qualche settimana cominciano a mancare le colleghe per il proprio turno di riposo, sarà quel che sarà... io comincio a sentire profumo di ferie...

e comincio a non vedere l'ora che arrivino!!

anche se non faccio veri e propri conti alla rovescia, mi parte il pensiero "stavolta riuscirò a fare qualche camminata? avrò voglia di fare mille acquisti?? avrò energie per togliermi un po' dalla stanza di albergo dopo la piscina???"

insomma, comincio a delinerarne i contorni... ad annusare l'aria sperando di sentirla frizzante e fina come è a 1400 metri e non come è qui nella piatta piattissima pianura, quasi sotto il livello del mare...

vabbè, annusiamo... intanto devono passare almeno 3 settimane... giorno dopo giorno si avvicina!

sabato 19 agosto 2017

elucubrazioni... dell'amicizia e dell'ansia... due cose diverse, ma in qualche modo accomunate

c'è qualcosa di cui vorrei parlare da tempo, ma quando mi vengono "ben formate in testa le parole"... di solito è notte fonda e il concetto è alquanto esteso, quindi non da affrontare con la app del cellulare, che è strapiena di limiti.

vorrei scriverlo mentre sono al pc, come oggi... ma chissà se le idee mi seguiranno disciplinate e brave brave, portando alla memoria tutto il ragionamento che avevo fatto tempo fa.

io ho una pessima abitudine. rimuginare. ormai ho imparato a farlo il meno possibile, ma evidentemente è parte essenziale del mio essere e non riesco ad eliminare questa cosa completamente.

questo ti porta a pensare e ripensare e strapensare lo stesso argomento/pensiero/problema fino allo sfinimento.

ogni tanto torno immancabilmente su episodi del mio passato che in qualche modo vedo come fallimenti e comincio a chiedermi in cosa ho sbagliato, dove potevo fare meglio e via dicendo.

non molti giorni fa pensavo ad amicizie perse in determinati periodi della mia vita, anche perché l'argomento era saltato fuori in un incontro tra amiche e quindi era nuovamente "fresco".

le amicizie vanno e vengono. io so di non essere eccelsa nel coltivarle. ho avuto un passato da solitaria che non è mai andato via completamente dalla mia anima.
ci sono stati momenti della mia vita, anni e anni, non settimane, in cui se pensavo "adesso chiamo qualcuno per fare 4 chiacchiere", non c'era nessuno da chiamare. solo conoscenze, nessuna vera amicizia su cui contare.

non mi piango addosso, non è colpa del mondo, è un processo mio personale che mi ha portato a scegliere la solitudine e piano piano ad uscirne.

ma anche prima di quegli anni, non ho mai avuto amicizie a iosa. sempre poche persone.

sicuramente ora è il momento in cui io sono più aperta ed espansiva, ma... i difetti di gioventù non te li scrolli di dosso in 2 minuti. sono parte di te, puoi combatterli, puoi cercare di cambiare un po' alla volta e mantenere una certa via... ma non riesci a deviare completamente da ciò che sei.

io ad esempio sono una che ... combatte poco.
soprattutto in determinati momenti della mia vita, poi, ho scientemente scelto di non combattere, di non affrontare le persone.
per affrontare le persone e potenzialmente fare una litigata, ci vuole forza mentale e psicologica non indifferente.

 uno di questi episodi di "perdita di amicizie" è capitato più o meno 2 anni fa. e in queste sere pensavo al mio stato d'animo del 2015.
ero "tra color che sono sospesi" quando accaddero fatti tra me e la persona in questione (forse non sono i fatti salienti che hanno portato alla fine dell'amicizia... in verità le cose, la "fine", si è dipanata nell'arco di un paio di anni. le cose non finiscono all'improvviso, ovviamente, ma penso - ritengo, chissà se a ragione - che in quei giorni ci siano stati momenti "clou", ecco). avevo appena finito la radioterapia e ne stavo subendo gli effetti collaterali decisamente poco simpatici all'intestino e non solo.
non sapevo se ero guarita o no, non si capiva, dopo una tac a maggio, fatta 2 mesi dopo la radioterapia, fui "rimandata ad agosto", perché appunto ciò che si vedeva poteva essere tutto e niente...
questo agiva sul mio spirito in modo molto forte. mi sono chiusa in me stessa non poco in quei mesi, limitando alle persone più intime i miei rapporti. per dire, ricordo di non aver aperto la posta elettronica per almeno 3 mesi... da aprile a giugno inoltrato.
a luglio, quando la aprii ormai la capienza dello spazio web era al limite e passai giorni, anche per far scorrere il tempo, a buttare via email, un po' alla volta... pagine e pagine di email mai lette, mai aperte, cose stupide e chi lo sa, forse pure cose importanti... non lo so... non mi interessava. non volevo contatti con il mondo.

insomma, da gennaio a settembre 2015 io ero in una bolla di panico, peraltro pure a ragione, visto che a settembre arrivò la sentenza più brutta: la malattia c'è ancora... ti dobbiamo operare... e - allora non lo sapevo - si apriva davanti a me il futuro che oggi è il mio presente... una realtà che se l'avessi conosciuta a priori, non avrei pensato che avrei potuto affrontare e vivere, forse non a mille, ma quasi come fosse normale.

e in quei momenti lì, davanti alla prospettiva di affrontare una persona per chiarirmi... decisi di non farlo. non ero padrona di me stessa. non ero sicura di sapere o non sapere affrontare un'eventuale discussione (chissà, magari non sarebbe nemmeno avvenuta... ma io non volevo nemmeno considerare l'eventualità. punto), quindi silenzio.

e ciò ha portato la persona a decidere di chiudere i ponti con me.

non è l'unico episodio della mia vita che si è svolto più o meno in questi termini. ce ne sono stati altri. ce ne saranno altri, chissà, non è da escludere.

ma come ho detto prima, sono tornata a pensarci perché se ne è parlato con amiche. e ciò mi ha portato a rivivere un po' l'ansia di quei giorni.

e siccome da 2 o 3 giorni ho "l'ansia da tac" (ai primi di settembre avrò la tac di controllo, quella che sentenzierà "sei ancora sana, ci vediamo tra altri 2 mesi" oppure "bingo, è tornato... si balla di nuovo", eventualità che non voglio nemmeno prendere in considerazione e mi fa agitare da 3 giorni a questa parte)... sono finita per paragonare i due momenti.
imparagonabili. all'epoca me la facevo davvero sotto. ho avuto più paura solo la notte prima dell'intervento, quando temevo di non svegliarmi mai più.

adesso sono in un limbo. può essere e non può essere, ma rispetto ad allora ho più probabilità per la seconda ipotesi rispetto ad allora... eppure avendomi già visitato indesiderato per ben 3 volte, il cancro... non riesco ad essere serena. a pensare solo positivo come tutti cercano di dirmi.

mi impegno a fare di tutto per non pensarci, ma non posso non pensarci.

e così finisce che ogni ragionamento, pure quello su fatti del passato... mi porti lì.

si, forse, anche se con parole differenti, sono riuscita a dire le cose che pensavo qualche notte fa. non so. sentivo il bisogno di scriverle.

venerdì 18 agosto 2017

Ricordi d'infanzia


sono credente, ma non praticante, per niente. soprattutto non ho assolutamente interesse nei santi e nella loro adorazione. è un fatto personale e non sono qui per parlare di questo, ma di altro, anche se legato a ciò.

oggi è Sant'Elena. è parzialmente il mio onomastico, essendo il mio nome composto da 2 ed uno di questi è - appunto Elena.

mai festeggiato davvero. mai avuto particolare interesse.

solo la mia nonna materna se lo ricordava e mi faceva gli auguri ogni volta. non ricordo regali, solo auguri, ma questo potrebbe essere anche un ricordo falsato, perché è passato così tanto tempo.

a me faceva un sacco piacere ricevere questa attenzione, nonostante non mi interessasse per nulla dell'onomastico.
il fatto era che sin da piccola io ho avuto un grandissimo conflitto con il mio nome!

doppio, composto da due nomi separati, ma da considerarsi unico. lungo sempre da scrivere e poi mi veniva sempre scritto sbagliato, in modo cretino e banale, ma niente da fare, io dovevo sbagliarlo ogni volta! e per di più, sbagliavo l'unico nome dei 2 che mi piaceva davvero tanto.

che era proprio Elena... perché Maria è "generico, ce ne sono così tante in giro con Maria di nome o come me in parte del nome...".
aggiungeteci che io ho la erre moscia e quindi il suono Maria mi veniva male all'orecchio...

insomma, Elena per me era bellissimo e il fatto che oggi la nonna mi facesse gli auguri, significava dare un po' più di forza a quella parte di nome rispetto all'altra.

ecco. io stamattina mi sono svegliata pensando che oggi, fino a 30 anni fa, la mia nonna mi faceva gli auguri ed io ero onorata di ciò.

ormai sono 29 anni che non è più con noi. eppure... eppure io almeno una volta al mese, forse anche ben più spesso, la penso e conto gli anni che sto passando senza di lei.

la mia nonna materna è stata un personaggio forte, dispotico, abbastanza autoritario e che faceva un sacco di preferenze tra le persone, tutte cose che a me facevano infuriare.
però, però era la mia migliore amica, la mia confidente, forse la persona che mi dimostrava più affetto di tutte quelle che avevo vicino.

e quando se ne è andata... mi si è spezzato il cuore per la prima vera volta e, forse, unica, nella vita...

ogni giorno manca

martedì 8 agosto 2017

giusto per rimanere sempre sul chi vive...

ieri era giorno di prelievo del sangue e pulizia port: sono ufficialmente "guarita", ma mi rimangono una bella serie di controlli e di impegni che al momento non intendono mollarmi e lasciarmi "libera" di segnare ferie solo se davvero sono in ferie... no, ieri giorno di ferie trascorso in ospedale al Day Hospital di Oncologia di Lugo... vabbè, basta che vada tutto bene, no?

ecco... quasi tutto bene.

l'infermiera mi preleva la fialetta di sangue (doveva essere una sola, lei per sicurezza ne fa due... tutti appassionati del mio sangue eh!!!), mi manda a fare colazione e mi dice "affacciati dopo, che parliamo della pulizia del port".

bene, vado a fare l'agognata colazione: per la prima volta - con questo caldo - dopo tanti giorni ho davvero fame e addento con gusto la mia brioche salata, vera chicca del bar dell'ospedale di Lugo; l'ho già adocchiata dal primo giorno ed è per me un must.

torno, mi faccio vedere dalle infermiere (hey, sono tornata!) e mi siedo in sala d'aspetto. il cellulare è praticamente al 40% di batteria... tutto andato in nulla... caldo e basta... vabbè, tanto, mica devo stare qui ore e ore, no?

arriva la "mia infermiera" e mi dice "sai, oggi sei davvero pallida, prima di fare la pulizia del port, preferisco aspettare i risultati dell'emocromo"
e io tranquilla - tanto sta cosa "ti vedo pallida" è il ritornello di tutte le infermiere (di Lugo e di Ravenna, ma pure a suo tempo ad Ancona... insomma io SONO PALLIDA) e finora nessuno aveva avuto mai ragione... - e dico "si ok, tanto c'è l'aria condizionata, ma vedrai che non è niente".

intanto il cellulare si avvia verso la "morte della batteria" e io non ho niente da fare. non ho portato caricabatterie, né power bank... pazienza...

mi chiama l'oncologa. e io bella benpensante mi immagino un "mi vorrà salutare".
no! emoglobina a 8 "cara meg, ti facciamo una bella trasfusione"

la mia faccia è stata identica all'emoticon stupita... una grande O con la bocca e due occhi piccoli piccoli... ma davvero?
ma tutta la stanchezza che ho addosso è colpa del caldo, no? no????

ferro bassissimo, emoglobina scarsa... regali degli effetti di lungo periodo della radioterapia.

ok, aspettiamo il sangue da ricevere...

il cellulare mi concede giusto di avvisare casa che resterò qui, poi muore in attesa di una ricarica.

io mi accascio in poltrona in sala d'aspetto e... aspetto e aspetto e aspetto.

a mezzogiorno e 20 finalmente mi "attaccano" ai vari tubi e arriva il sangue. un'ora di trasfusione che in effetti mi fa sentire decisamente più attiva, anche se la noia di tutte quelle ore a non far niente... sono difficili da togliere di dosso.

alle 2 e mezza sono a casa. con una sacca di sangue nuovo in vena.

non so quanto sangue ho ricevuto in questi 3 anni abbondanti. tanto, dalle 2 sacche del lontano febbraio 2014, a non so quante durante le operazioni e il ricovero a Milano... a quella di ieri.

signori là fuori, anonimi benefattori, grazie per donare il sangue! per me siete fonte di vita... io purtroppo non posso, con le patologie che ho...

io intanto proseguo la mia vita... sperando che comunque il futuro mi riservi sempre meno sorprese di questo tipo e solo notizie positive... dai!